Pensioni, riscatto della laurea: come funziona e perché ora conviene

Riscatto laurea, come funziona e perché convieneLa manovra 2019 del governo Lega-M5S potrebbe permettere ai lavoratori di usufruire maggiormente del riscatto della laurea: scopriamo di cosa si tratta e perché potrebbe convenire con la riforma.

Per il momento non sono chiari i dettagli della riforma pensionistica voluta dal governo M5S-Lega, ma se la promessa di abbassare il numero di anni di contribuzione dovesse rimanere invariata anche nella riforma definitiva, il riscatto della laurea potrebbe divenire un espediente molto utilizzato dai lavoratori italiani per rientrare tra i soggetti che vanno in pensione anticipatamente.

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Come funziona il riscatto della Laurea

Il riscatto della laurea è un’opzione a disposizione dei lavoratori per anticipare l’approdo alla pensione di anzianità. In breve si tratta della possibilità di convertire i contributi versati per gli studi in 4 o 5 anni in contributi lavorativi da detrarre alla quota necessaria per andare in pensione. Il processo di conversione, però, è decisamente esoso e per questo motivo non molto utilizzato. Se consideriamo il caso di un lavoratore che ha studiato all’università e che percepisce un reddito lordo di 20.000 euro annui, affinché i 4 anni universitari possano essere considerati come contribuzione fiscale ai fini pensionistici è necessario che questo versi per 4 anni il 33% dei suoi guadagni lordi: questo comporta che in un anno il lavoratore versi 6.600 suddivisi in rate mensili da 550 euro per un totale nel quadriennio di 26.500 euro.

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Perché il riscatto della laurea potrebbe convenire con la quota 100

Chi desidera riscattare la laurea ha anche la possibilità di dilazionare il pagamento della somma dovuta in 120 rate da 220 euro da pagare in 10 anni direttamente all’Inps. Ciò nonostante con la legge vigente che prevede il raggiungimento di 42 anni di contribuzione o l’arrivo alla soglia dei 67 anni, per molti italiani il riscatto dei 4 anni universitari era solamente una spesa superflua. L’introduzione della quota 100, che prevede il raggiungimento dell’età pensionabile a 62 anni con 38 di contributi, potrebbe dunque rendere più funzionale l’opzione. L’unico problema rimane dunque l’eccessivo costo della conversione che molti italiani non si possono permettere, per questo sarà necessario attendere la riforma definitiva per capire se il governo ha pensato a delle agevolazioni per chi vuole usufruire del riscatto della laurea.

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