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Aggressione ad una dottoressa in ospedale, il suo racconto

Una dottoressa parla dell’aggressione subita qualche settimana fa da parte di un immigrato giunto in ospedale: “Una sensazione orribile”.

La dottoressa Maria Teresa Donini, presidente dell’Associazione donne medico Aidm, parla all’edizione online de ‘Il Resto del Carlino’ di una aggressione subita sul posto di lavoro. “Lì ci si dovrebbe sentire al sicuro, invece non è così. A fine settembre sono stata aggredita da un immigrato nell’ambulatorio del Policlinico di Modena”. L’uomo era lo zio di un bambino che la dottoressa stava sottoponendo a visita. Dopo dieci ore di lavoro, alle 18:00 stavo visitando il piccolo dopo che ero di guardia al pronto soccorso. C’erano diversi pazienti in attesa, poi è arrivato il bambino che aveva un’amputazione dell’apice del quinto dito della mano. Si trovava con la nonna, che non capiva granché di italiano. Ho chiesto come da prassi dove fossero i genitori. E c’era anche lo zio, che subito si è mostrato aggressivo.

Ospedale pericoloso, dottoressa viene aggredita

La donna continua: “Ho scritto le valutazioni della radiografia al pc, poi siccome il piccolo doveva essere operato, ho chiesto più volte dove fossero la mamma ed il papà. E questi mi ha strattonato violentemente. Per fortuna un infermiere è accorso in mio aiuto. Il mio aggressore non contento, ha chiamato i carabinieri. La stessa cosa l’ho fatta pure io e quando sono arrivati lui è fuggito. Non so perché abbia reagito così”. La dottoressa ammette di aver provato un grosso spavento. “Ma per fortuna i miei colleghi hanno saputo gestire bene la situazione. Sentire le sue mani addosso è stato molto brutto. Devo dire però che ho ricevuto il sostegno di tutti: dell’ordine dei medici e della struttura. Ma non me la sono sentita di tornare a casa da sola e sento la paura ancora oggi, a diversi giorni di distanza”.

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