Renata Rapposelli, il marito: “E’ stato Simone, poi si è messo a giocare”

renata rapposelliRenata Rapposelli, arriva la confessione del marito della pittrice uccisa e fatta sparire: “E’ stato nostro figlio, poi si è messo a giocare”.

C’è una decisa svolta nelle indagini sul delitto di Renata Rapposelli, sparita quasi un anno fa e poi trovata cadavere nei pressi di Macerata. Dopo il ritrovamento del corpo, il figlio e il marito della pittrice, Simone e Giuseppe Santoleri, vennero arrestati con l’accusa di essere gli assassini della donna. Entrambi infatti devono rispondere di omicidio volontario in concorso e distruzione di cadavere.

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La confessione del marito di Renata Rapposelli

Ma a quanto emerge in queste ore, il marito della pittrice ha chiesto al pm della della Procura di Teramo Enrica Medori di essere sentito, quindi ha accusato il figlio di aver fatto tutto da solo in preda a un raptus seguito a un litigio. L’uomo ha spiegato: “Gli dissi di chiamare i carabinieri perché era successa una disgrazia”. Il marito di Renata Rapposelli avrebbe raccontato: “Ha pensato a tutti lui. Io non ho deciso niente, ha deciso tutto lui. Mi strillava perché non capivo niente”.

A quel punto, i due decidono di disfarsi del cadavere: “Non sapevamo cosa fare, poi abbiamo pensato a farla sparire”. Ma la pittrice, a quanto pare, per due giorni sarebbe rimasta in casa: “Lui giocava con il computer, io uscivo in bicicletta, come se niente fosse”, il dettaglio scioccante raccontato dal marito della donna. Successivamente, padre e figlio prendono l’auto e si spostano verso Tolentino, centro a pochi chilometri da Macerata, e qui si liberano del cadavere.

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