Spread oggi 15 ottobre: apertura in rialzo, allarme sui mercati

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Spread oggi 15 ottobre: apertura in rialzo, allarme sui mercati. 

Oggi lunedì 15 ottobre 2018 lo Spread tra Btp e Bund apre in leggero rialzo a 308,7 punti contro i 307,5 con i quali aveva chiuso la settimana di contrattazioni venerdì. Al momento dunque il rendimento del titolo decennale italiano è del 3,57%. Le Borse europee aprono tutte in leggero calo: Piazza Affari segna un -0,2% a 19.218 punti, Parigi cede lo 0,02% con il Cac 40 a 5.095 punti, Francoforte cede lo 0,23% a 11.497 punti e infine Londra registra +0,13% con il Ftse 100 a 7.012 punti. Oggi è una giornata fondamentale dal punto di vista politico in Italia con il consiglio dei ministri che dovrà ratificare ufficialmente la tanto discussa manovra economica. A livello europeo crea tensioni anche l’esito del voto amministrativo in Germania con il crollo della Csu, il partito principale alleato della cancelliera Angela Merkel.

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Che cos’è lo Spread

La definizione dalla quale partiamo e che poi approfondiremo è questa: lo spread è la differenza di rendimento tra due titoli di Stato. Nello specifico il termine di paragone più importante è sempre quello con i titoli della Germania dato che sono considerati dai mercati i più sicuri e per questo usati come metro di paragone nella valutazione dello spread. Per darvi un riferimento numerico ricordiamoci che nel momento peggiore per i mercati e per il nostro Paese nella sua storia recente, quando poi ci fu l’avvicendamento tra Silvio Berlusconi e Mario Monti, lo spread era giunto a quota 528.

Perchè lo spread sale

Veronica De Romanis, docente di politica economica europea alla Luiss e alla Stanford University di Firenze, ha spiegato così all’AdnKronos il motivo per il quale lo Spread sale: “Lo spread aumenta perché gli investitori, cioè coloro che comprano i nostri titoli di Stato, il nostro debito pubblico, cominciano a pensare che l’andamento crescente che il debito pubblico ha continuato ad avere in questi anni non verrà invertito. Quindi si domandano fino a che punto aumenterà e sono disposti a comprare i nostri titoli con rendimenti più elevati”.

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