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Ministro Fontana
(Websource)

Il ministro Fontana torna sull’argomento migranti e lo fa spiegando per quale motivo l’eccessiva accoglienza di migranti potrebbe fare smarrire l’identità alla nazione.

Lontano dai proclami sensazionalistici dei mesi scorsi, in cui si puntava il dito contro i migranti per questioni di sicurezza nazionale, il ministro della Famiglia e delle disabilità Lorenzo Fontana torna sull’argomento aggiungendo una motivazione ulteriore alla chiusura dei porti: la preservazione dell’identità nazionale. Da osservante cattolico, il ministro non discrimina i migranti perché appartenenti ad un’altra razza, ma si riserva in ogni caso il diritto di difendere le peculiarità della nazione, quel mix di tradizioni e cultura che rendono l’Italia ciò che è. Nel contestare, infatti, l’eccessiva attenzione ai bisogni dei migranti da parte di alcune fazioni politiche il ministro dice: “Ci sono parti politiche che dicono: cerchiamo di aiutare i giovani e le coppie ad avere un lavoro stabile e una casa con politiche per la natalità. Poi ci sono altri che dicono ‘avanti con l’immigrazione’. Ma nessuno di questi ultimi si è reso conto che con l’immigrazione si diluiscono le identità e l’omologazione avanza”.

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Ministro Fontana: “Ci andranno contro tutti, ma questa è una battaglia per il futuro dei nostri figli”

In questo modo il ministro spiega la lotta intrapresa dalla Lega contro l’immigrazione, un fenomeno che oltre a portare sul nostro suolo stranieri con nessuna voglia di integrarsi nel tessuto sociale (questa una delle motivazioni più utilizzate nei mesi scorsi dal ministro dell’Interno), e quindi giunti qui al solo scopo di delinquere o per favorire gli interessi dei delinquenti (in riferimento al caporalato ed alla prostituzione), alla lunga porterebbero ad una cultura liquida in tutte le nazioni d’Europa, annacquando tradizioni e cultura che hanno reso quelle nazioni ciò che sono. Continuando il suo discorso, infatti, il ministro Fontana aggiunge: “La battaglia che bisogna fare è questa e sarà una battaglia dove i mass media saranno fortemente contrari, visto che ci sono molti interessi in gioco. Ci massacreranno, lo hanno fatto con me, lo fanno con Matteo ma sarà una battaglia per il futuro, non quello da qui a 5 anni ma dei nostri figli”.

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