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massimo bossetti
(screenshot video)

Dopo la sentenza contro Massimo Bossetti condannato anche in Cassazione, urla in carcere contro il muratore che avrebbe ucciso Yara.

Ieri in serata è stato scritto l’ultimo atto del processo per la morte di Yara Gambirasio, la ragazzina è scomparsa il 26 novembre del 2010 ed è stata ritrovata priva di vita il 26 febbraio del 2011. Condannato all’ergastolo Massimo Bossetti, il muratore di Mapello unico imputato nel processo. Il processo di primo grado ha portato nel 2014 ad una condanna all’ergastolo dell’operaio di Mapello, quindi la conferma in Appello e oggi l’ultimo atto in Cassazione.

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L’uomo ieri è stato tradotto in carcere a Bergamo e come documentano le telecamere di Quarto Grado su Retequattro in molti hanno urlato contro il muratore di Mapello. “Giustizia” è uno degli slogan che da dietro le sbarre hanno lanciato i detenuti nel corso della serata, mentre Massimo Bossetti veniva riportato in cella. L’uomo ritenuto responsabile della morte di Yara Gambirasio avrebbe trascorso la notte insonne e piangendo.

Avrebbe inoltre incontrato il cappellano del carcere, e anche la moglie. Da quanto infine si apprende, Massimo Bossetti avrebbe espresso un desiderio: “Vorrei essere trasferito in un penitenziario dove poter lavorare. Per non impazzire chiedo di poter essere utile, di lavorare. Oggi non ho più nulla, mi resta il pensiero dei miei figli e della mia famiglia”.

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