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Ikea
(Websource)

Una ragazza di 21 anni ed il padre si sono ritrovati in carcere per aver sbagliato a pagare un articolo alle casse automatiche dell’Ikea per una svista.

Emilie Guzzo, ragazza francese dalle chiare origini italiane, ha raccontato tramite il proprio profilo Twitter una disavventura paradossale capitatale insieme al padre mentre si trovava al punto vendita Ikea di Strasburgo (Francia). La ragazza (21 anni) aveva chiesto al padre di farle compagnia al punto vendita per comprare dei barattoli di vetro da utilizzare per conservare il cibo che aveva visto su un catalogo. I due sono, quindi, andati da Ikea e hanno preso i contenitori (il cui prezzo sarà decisamente moderato), giunti alle casse automatiche per evitare le code alle casse servite i due hanno passato il codice a barre dei barattoli e messo il corrispettivo nelle casse.

Convinti di aver fatto tutto per il verso giusto si sono quindi diretti verso l’uscita discutendo del più e del meno quando due controllori li fermano e gli chiedono perché non hanno pagato gli articoli. I due imbarazzati controllano la merce e si rendono conto che c’erano due codici a barre differenti (uno per il barattolo e uno per il coperchio) quindi la ragazza chiede scusa e dice loro che si tratta di un malinteso, che non si era accorta del doppio codice a barre.

Il direttore chiama la polizia ed i due malcapitati finiscono in prigione

Viene chiamato il direttore del punto vendita Ikea che chiede loro cosa fosse successo, il padre di Emelie spiega che c’è stato un malinteso e che è pronto a pagare la differenza. Il direttore non crede alle parole dell’uomo e accusa lui e sua figlia di aver rubato. Nasce una discussione accesa che si conclude con il direttore che chiama la polizia. Gli agenti parlano con il direttore che spiega la sua versione dei fatti agli agenti, i quali prendono in consegna la ragazza ed il padre. Usciti fuori dal centro vendita vengono fatti spogliare – Emelie racconta di essere stata costretta a togliersi il reggiseno davanti a tutti- quindi vengono caricati in macchina e portati al commissariato.

Questa assurda storia viene raccontata dettagliatamente dalla 21enne sul proprio profilo twitter. Il racconto suscita la rabbia e scalpore tra gli utenti social che si indignano per il comportamento della polizia chiedendosi come sia possibile finire in cella per un errore. Dopo la marea di proteste contro Ikea ed il direttore, la catena di negozi svedesi ha chiesto pubblicamente scusa alla ragazza.

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