CONDIVIDI
carburanti
(Websource)

L’Italia è uno di quei paesi coinvolti dalla direttiva europea sull’uniformazione dei nomi dei carburanti. Le stazioni di servizio non avranno più le denominazioni “Diesel” o “Senza Piombo”.

A partire da oggi 12 ottobre le stazioni di servizio dovranno uniformarsi alla direttiva europa EN 16952 che prevede il cambio di nome ai carburanti nelle stazioni di servizio. D’ora in poi, infatti, non troveremo più le classiche denominazioni diesel, metano o benzina al loro posto ci saranno delle etichette e delle sigle. Il compito è quello di facilitare il rifornimento ai turisti che viaggiano per i diversi Paesi dell’Unione Europea e che non conoscono la lingua della nazione in cui si trovano. La direttiva sarà applicata in tutti e 28 i Paesi membri dell’Unione Europea, ma anche nei Paesi facenti parte dello Spazio Economico Europeo, più la Turchia, la Serbia, la Macedonia e la Svizzera. Discorso differente per la Gran Bretagna che dopo la Brexit ha facoltà di decidere se uniformarsi o meno.

Cambio nome carburante: chi sarà interessato, quali sono i cambi

Il cambio del nome dei carburanti interesserà ovviamente tutte le stazioni di servizio, ma anche i produttori di automobili, le case di produzione dovranno infatti uniformarsi alla direttiva e a partire da oggi le auto immatricolate dovranno portare su libretti e vano benzina le etichette e le sigle corrispondenti alla nuova denominazione.

Per farvi capire in cosa consiste il cambio vi faremo l’esempio corrispondente ai due carburanti più utilizzati. La benzina verde (o senza piombo) verrà identificata dall’etichetta di forma circolare e dalla lettera E a cui verrà affiancato un numero corrispondente alla percentuale di etanolo presente nel carburante (ad esempio E7). Il diesel verrà identificato con un etichetta di forma quadrata e dalla lettera B (Biodiesel) affiancata anche in questo caso da un numero indicante la percentuale della componente principale.

Leggi le nostre notizie anche su Google News