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Il calcio è in lutto per la morte di Raffaele Perinelli, di Miano, accoltellato e “scaricato” moribondo davanti all’ospedale Cardarelli di Napoli.

Raffaele Perinelli, 21enne di Miano, è stato accoltellato nella notte di sabato all’emitorace sinistro, con tutta probabilità durante una rissa. Il giovane era ancora molto piccolo quando suo padre Giuseppe, ex membro del clan Lo Russo, venne ucciso in un agguato.

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Calcio in lutto, accoltellato e ucciso Raffaele Perinelli: cosa è successo 

Raffaele Perinelli, 21enne incensurato di Miano, è stato ucciso nella notte di sabato, accoltellato probabilmente vicino casa. Il ragazzo dopo le coltellate è stato trasportato in macchina al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli e fatto scendere in fin di vita. Le indagini dei carabinieri sono, infatti, al momento concentrate su quell’accompagnatore, o accompagnatori, che si è dileguato appena dopo aver effettuato il trasporto presso la struttura sanitaria. Secondo la ricostruzione dei carabinieri il giovane è stato colpito a Miano, in via Caprera nel suo quartiere, accoltellato durante una rissa ma, quando il suo aggressore si è reso conto della gravità della ferita inferta all’emitorace sinistro di Raffaele Perinelli, ha accompagnato il calciatore in ospedale e si è dileguato. Le indagini si stanno concentrando sulla zona di Miano, un tempo sotto il controllo del clan Lo Russo, in cui la tensione è alta a causa del pentimento dei capiclan. Anche Giuseppe Perinelli, padre del ragazzo e morto nel 1999, fu ucciso in un agguato a causa del suo coinvolgimento con il clan e il 21enne, promessa del calcio, è forse rimasto vittima dell’antico dissapore. Il giovane giocava come terzino destro e indossò la maglia della Turris prima di svincolarsi dal club. Raffaele Perinelli era in attesa di continuare la sua carriera in una nuova squadra, un’occasione che purtroppo non è arrivata in tempo.