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etna
(screenshot video)

Stanotte un terremoto di magnitudo 4.8 ha creato danni e feriti a Catania e provincia, gli esperti: “Colpa dell’attività dell’Etna”.

Stanotte, la parte orientale della Sicilia è stata svegliata da una violenta scossa di terremoto di magnitudo 4.8, con epicentro a Santa Maria di Licodia e una profondità di 8,6 chilometri. Una scossa che ha causato danni e feriti e che ha a che fare con l’Etna, stando a sentire gli esperti.

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Terremoto Catania: l’analisi dell’Ingv

L’Ingv ha spiegato sul suo sito: “Il terremoto è avvenuto in una zona ad alta pericolosità sismica, interessata sia dalla sismicità legata all’attività del vulcano Etna sia da eventi di origine tettonica che possono raggiungere magnitudo elevata, come nel caso del 1818 quando si ebbe un evento di magnitudo pari a 6.3”. Quindi chiarisce come in quest’area dell’Etna la sismicità sia comunque modesta.

“La sismicità nell’area etnea avviene nella parte sommitale del vulcano ma anche lungo i suoi fianchi ed è caratterizzata da profondità ipocentrali molto variabili”, sottolineano ancora gli esperti dell’Ingv, che stanno monitorando la situazione e che insistono: “Ci sono terremoti che avvengono all’interno dei condotti vulcanici che sono certamente associabili a movimenti di masse magmatiche, mentre altri più periferici sono terremoti con caratteristiche degli eventi tettonici, ma che certamente risentono del campo di sforzi indotti dal vulcano”. Al momento, i vulcanologi lavorano per “verificare se questo evento sismico possa avere inciso sui meccanismi di ricarica del vulcano che sono in atto da mesi”.

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