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maestra
(Archivio)

Davvero una brutta fine quella di Flavia Lavinia Cassaro, la maestra di scuola elementare balzata agli onori della cronaca per aver insultato durante un corteo antifascista i poliziotti urlando come una forsennata nei loro confronti “vigliacchi, mi fate schifo, dovete morire”.

L’insegnante dopo quell’episodio gravissimo venne licenziata dato che il suo comportamento era a dir poco incompatibile con il suo ruolo di educatrice di bambini che vanno dai 6 ai 10 anni. Evidentemente però le sue disavventure non erano destinate a finire con l’allontanamento dal posto di lavoro. Infatti è notizia di oggi che nell’abitazione dell’insegnante, che abita in uno stabile di corso Novara occupato abusivamente da anni da famiglie ed esponenti dell’area antagonista, sono stati trovati durante una perquisizione cocaina e hashish. La polizia a quanto si apprende stava cercando H.E.M. 38 anni, marocchino conoscente della maestra che abita in un alloggio vicino. La droga nella casa della maestra elementare era sul tavolo della cucina. Gli agenti poi hanno anche trovato un «Grinder» ovvero uno strumento da cucina che serve a sminuzzare vegetali, spesso usato per lo stesso motivo con la marijuana. 

All’epoca la maestra era stata licenziata con la motivazione di aver agito «in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione di educatrice nonché per attività dolosa che ha arrecato grave pregiudizio alla Scuola e alla pubblica amministrazione». Lei si era difesa dicendo: «Ho fatto una sciocchezza, ma il licenziamento è eccessivo. È una punizione ingiusta rispetto all’errore che ho commesso». Ora come si difenderà da questa nuova accusa nei suoi confronti?