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Gessica Lattuca
(Facebook)

Svolta tragica nelle indagini sulla scomparsa di Gessica Lattuca: si cerca il cadavere della mamma, perquisita la casa dell’ex compagno.

Potrebbe avere una svolta tragica il giallo della scomparsa di Gessica Lattuca, la 27enne di Favara, madre di quattro figli, svanita nel nulla lo scorso 12 agosto. In queste ore, infatti, è in corso una vasta perlustrazione da parte dei carabinieri del comando provinciale di Agrigento sta per cominciare in alcuni terreni a Naro, un piccolo comune poco distante da Favara. Inoltre, i cani molecolari hanno accompagnato gli investigatori nella perquisizione dell’abitazione di Filippo Russotto, ex compagno di Gessica, che però, secondo quanto dice l’avvocato Salvatore Cusumano, non è iscritto nel registro degli indagati.

Per saperne di più –> Gessica Lattuca, accuse all’ex datore di lavoro: la pista della prostituzione

Perlustrazioni tra i campi e le discariche: si cerca Gessica Lattuca

Si sta perlustrando tutta l’area vicino al fiume Naro: qui gli inquirenti sospettano possa essere stato occultato il corpo della giovane mamma. Infatti si tratterebbe di terreni di proprietà della famiglia di Filippo Russotto. Siamo in una zona impervia, caratterizzata da anfratti rocciosi, miniere di zolfo con tunnel profondissimi e aree golenali. Qui negli anni sono nate delle vere e proprie discariche abusive a cielo aperto. Proprio qui potrebbe esserci il corpo di Gessica Lattuca.

Ieri la svolta decisiva nelle indagini, dopo che è stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari in un procedimento che vede imputato Gaspare Volpe alias “Baddari”. Questi in passato aveva dato lavoro a Gessica Lattuca e ora deve rispondere di reati come estorsione ed usura. All’uomo, un paio di settimane fa, era stata bruciata l’autovettura, che è risultata essere intestata ad un prestanome di nazionalità romena. Secondo le accuse, “Baddari” reclutava ragazze bisognose ed in precarie condizioni economiche. Queste venivano immesse nel giro della prostituzione. Nelle intercettazioni si farebbe anche il nome di Gessica e quello di Serena Restivo. Le prestazioni sessuali venivano pagate in cocaina o derrate alimentari. Proprio lavorando a queste indagini, si è giunti a pensare al peggio.

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