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colera
(foto pubblico dominio)

Due casi di colera, paura a Napoli: sono madre e figlio, immigrati appena tornati dal Bangladesh, il piccolo è ricoverato in gravi condizioni.

Napoli deve registrare due casi di colera, in una donna e nel figlio di due anni, immigrati residenti a Sant’Arpino e rientrati da poco dal Bangladesh. Si tratta di due casi che – stando a sentire le autorità – sono monitorati e tenuti sotto controllo. Il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera, Antonio Giordano, ha infatti rassicurato: “I contatti familiari sono stati individuati e sono ora sotto stretta osservazione sanitaria. La situazione è del tutto sotto controllo”.

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Due ricoveri per colera a Napoli: la situazione

Mamma e figlio sono ricoverati all’ospedale Cotugno, che per primo ha dato notizia dei due casi di colera, i primi in dieci anni nel nostro Paese, in base a quanto rende noto l’Ecdc, mentre in Europa sono decine l’anno i casi di colera importato. I medici spiegano di non avere preoccupazioni per la donna, mentre il figlio è in condizioni più serie.

L’infante, infatti, trasferito al Cotugno dall’ospedale pediatrico Santobono, si trova in rianimazione. Si tratta di un’infezione dell’intestino tenue da parte di alcuni ceppi del batterio gram-negativo, a forma di virgola, Vibrio cholerae o vibrione. La sua diffusione nei Paesi più poveri è allarmante: nel 2010 aveva causato tra i 58.000 e i 130.000 decessi, colpendo qualche milione di persone in tutto il mondo. Il colera è invece molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. Si manifesta con diarrea e vomito che portano a una rapida disidratazione. Nel nostro Paese, il colera ha colpito molte volte, anche a Napoli. Qui però gli ultimi due casi seri si registrarono nel 1973 a Torre del Greco: ciò nonostante questa epidemia viene troppo spesso accostata ancora oggi – con un certo pregiudizio – al capoluogo partenopeo.

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