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Svolta nell'omicdio di mariam, la 18 enne uccisa a Notthingam, due confessano

Svolta nelle indagini per la morte della 18enne italo-egiziana, Miriam Moustafa, morta a Nottingham, uccisa da una gang di ragazze in modo brutale

Svolta nelle indagini per la morte della 18enne italo-egiziana Mariam Moustafa. La ragazza è stata brutalmente uccisa a Nottingham da una gang di ragazze, tra cui cinque minorenni di cui non è stata resa nota l’identità per motivi di riservatezza. Tra le sei, due adolescenti di 15 e 17 anni si sono dichiarate colpevoli sperando di attenuare la pena. Il 25 ottobre le ragazze dovranno presentarsi di nuovo davanti al giudice per il verdetto finale, per dichiarasi di nuovo colpevoli o chiedere che vengano ritirare le accuse.  Dopo aver presenziato alla prima udienza, il padre di Mariam ha fatto sapere ai giornalisti che intende esserci pure il 25: “Farò del mio meglio per avere giustizia per mia figlia”. Mohamed Moustafa, provato dalla sofferenza, non si dà per vinto, vuole sapere la verità sulle atrocità che ha subito la sua Mariam.

La morte di Mariam a Nottingham: il racconto della sorella Mallak

Sulla morte di Mariam Moustafa sono state fatte tante ipotesi. In seguito ad un intervista della sorella al Sun, si è parlato anche di un possibile scambio di persona dovuto ad Instagram. La sorella 15 enne della vittima, Mallak, ha raccontato che lei e la sorella, lo scorso agosto furono affrontate da un gruppo di ragazzine in un parco vicino casa: “Non le conoscevo, non erano della nostra scuola – ha riferito Mallak al Sun – ma ci hanno assalite perché dicevano che le stavamo fissando troppo e così cii hanno colpite entrambe”. In seguito alle intimidazioni subite, successivamente questo gruppo di ragazze ha di nuovo minacciato le due adolescenti, credendo che Mariam fosse la vera identità di un contatto Instagram di nome “Black Rose” che aveva preso in giro online il gruppo di ragazze di colore, tra i 15 e i 17 anni.

Il giorno dopo il pestaggio Mariam è stata ricoverata in ospedale ed è morta dopo tre settimane di agonia. Del caso si stanno interessando le autorità egiziane, in quanto la famiglia di Mariam era originaria di quel Paese. La Polizia egiziana, segue il caso da vicino insieme all’ambasciata italiana: è stata aperta un’inchiesta dalla procura di Roma. Attendiamo notizie in seguito al nuovo processo del 25 Ottobre, per capire se le ragazze dichiaratesi colpevoli mentono o meno.