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Katia Follesa
Katia Follesa (Screenshot Video)

Katia Follesa racconta il rapporto con la sua malattia e racconta quando l’ha scoperta, circa 12 anni fa: “Ho rischiato di morire”

Un bel periodo per Katia Follesa, che ha ritrovato la ribalta con il programma di Andrea Pucci ‘Big Show’. Co-conduttrice della trasmissione di Italia 1, nell’ultima puntata Katia ha regalato anche un duetto con il suo compagno di vita, Angelo Pisani, che molti ricorderanno come esponente del duo Zelig ‘Capsula e Nucleo’. Ma la vita per Katia non è sempre stata tutta rose e fiori. Per un periodo la comica ha sofferto di una malattia congenita, ereditata dal padre, che nel 2006 si è manifestata in tutta la sua pericolosità. “Stavo guidando e a un certo punto mi si è annebbiata la vista – ha raccontato la Follesa al settimanale ‘Oggi’ – Non sentivo più il cuore battere. Mi sono fermata, ho tenuto seriamente di morire”. Un problema di salute molto serio che gli ha dato parecchie preoccupazioni all’epoca, mentre ora la situazione sembra essere sotto controllo. E dire che, curiosamente, anche la sua ex compagna di duo Valeria Graci ha avuto di recente l’otosclerosi, manifestatasi dopo il parto: “Non sentivo piangere mio figlio la notte”, ha svelato Valeria in una recente intervista, “Ho avuto un ipertiroidismo, un abbassamento della vista e un abbassamento dell’udito”. Problema (quasi) risolto con alcune operazioni: “Ho due protesi nelle orecchie grandi quanto un chicco di riso, grazie alle protesi si alza la staffa e ci sento bene”.

La malattia al cuore di Katia Follesa: cos’è la cardiomiopatia ipertrofica

Katia Follesa
Katia Follesa (Screenshot Video)

Katia Follesa ha svelato che soffre di cardiomiopatia ipertrofica. Si tratta di una patologia trasmessa per via ereditaria, una condizione in cui il muscolo cardiaco si inspessisce, diventando ipertrofico, in assenza di dilatazione dei ventricoli. Difficile da diagnosticare, in quanto asintomatica, ma nella sua fase acuta si manifesta con aritmie, vertigini e svenimenti o scompenso cardiaco e ischemia miocardica. In alcuni casi i sintomi possono portare fino alla morte, ma se c’è un’adeguata prevenzione è possibile in molti casi condurre una vita normale. La prima manifestazioni dei sintomi della malattia di Katia Follesa, secondo il suo racconto, risale a 12 anni fa e che ha messo a serio rischio la sua vita, costringendola poi a dover assumere quotidianamente farmaci, oltre a controlli regolari a cadenza semestrale. “A causa della mia malattia non posso fare sforzi né praticare sport a livello agonistico”, ha spiegato. “Ma la prevenzione in certi casi è fondamentale: se mio padre si fosse sottoposto ai controlli giusti oggi sarebbe vivo”.