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(Facebook)

“Come cacciare Salvini”, il titolo del compito in classe per bambini: è polemica. 

La polemica è stata rilanciata in prima persona proprio da Matteo Salvini che sul proprio profilo Facebook scrive: “A Castel del Rio, Bologna, una insegnante di italiano delle medie avrebbe chiesto agli studenti: “Come facciamo a cacciare Salvini?”. Accomunato a inquinamento, desertificazione, guerra e malattie… 
Non ci voglio credere, e infatti andrò fino in fondo per verificare se siamo di fronte a uno scherzo o a una triste realtà. Scriverò al ministro della Pubblica Istruzione.

Un abbraccio a quei bimbi da parte di un papà che lavora per una scuola senza pregiudizi politici e in un Paese libero”.

Il riferimento è ad un presunto esercizio dato da un’insegnante a scuola nel quale venivano poste alcune domande alle quali rispondere: Come possiamo avere macchine con un’energia che non inquina? Come risolvere le desertificazioni? Come smettere la guerra? Come curare le malattie? Come facciamo a cacciare Salvini?. 

La probabilità che si tratti di uno dei tanti fake che girano sul web e sui social è tanta. Anche perché se fosse vero, dobbiamo dirlo, sarebbe un atto gravissimo da parte dell’insegnante, una mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni e una volontà di instradare i bambini verso un credo politico, una funzione che non spetta alla scuola alla quale invece viene chiesto, questo si, di far sviluppare ai bimbi e uomini del domani una capacità di giudizio critico nei confronti di ciò che li circonda compreso il mondo politico.

il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna, Stefano Versari spiega: “Si tratta della ‘bottega dei desideri’, una pratica didattica fatta all’inizio di un nuovo ciclo scolastico per far conoscere gli studenti tra di loro e all’insegnante”. Insomma non era un compito in classe dato dall’insegnante, ma un “desiderio” espresso liberamente da un alunno.