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Mio figlio ucciso
(Screenshot Video)

Un uomo ha perso il figlio di soli 30 anni a causa di una lite con un migrante. Adesso cerca giustizia, dato che nonostante l’accaduto l’aggressore del figlio, un migrante siriano, è ancora a piede libero.

Karsten Hempel è un uomo distrutto, il 29 settembre del 2017 suo figlio è morto nei pressi del centro commerciale di Wittemberg dopo una lite con un migrante siriano. Secondo quanto dichiarato dal padre del ragazzo, il figlio si era recato al centro commerciale con la fidanzata e quando stava entrando dalla porta principale un gruppo di migranti gli ha detto qualcosa che lo ha fatto innervosire. Il ragazzo tedesco è quindi tornato indietro per chiedere spiegazioni al gruppetto, ne è nata una discussione accesa che ha spinto il giovane a reagire fisicamente: Hempel da uno schiaffo ad uno dei siriani e questo lo colpisce in testa con tre pugni finché non lo lascia privo di sensi a terra.

Sul posto arriveranno le ambulanze ed il ragazzo verrà portato in ospedale, ma qualche ora dopo, a causa dei traumi riportati, morirà. La polizia tedesca ha preso visione delle immagini riprese dalla telecamera di sicurezza del centro commerciale e dopo aver arrestato il migrante siriano ha deciso di rilasciarlo, reputando la reazione del ragazzo legittima difesa.

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La denuncia di Karsten Hempel: “La procura ha nascosto tutto”

Desideroso di vedere l’autore della morte del figlio dietro le sbarre, Karsten ha denunciato la procura di Dessau, convinto che dalle immagini risulti chiaramente che l’aggressione a suo figlio non possa essere giudicata legittima difesa: “La polizia ha rilasciato subito dopo un comunicato stampa. E questo comunicato stampa corrisponde a quello che si vede nel video, è corretto”, spiega l’uomo a ‘Il Giornale’ che poi aggiunge: “Tre giorni dopo l’accaduto la procura di Dessau rilascia un comunicato stampa che contraddice completamente quello della polizia e cambia tutto ciò che si vede nel video”.

Karsten spiega inoltre che l’aggressore del figlio non è mai stato arrestato, ne è stata disposta una misura cautelare nei suoi confronti, quindi sostiene che tale linea fosse decisa sin dall’inizio: “Io penso che il modo in cui il caso è stato presentato sia stato pianificato fin dall’inizio. Provate a immaginare se, da un momento all’altro, in una città con così tanti turisti si viene a sapere che un ragazzo tedesco è stato ucciso da quattro richiedenti asilo. Ecco, io credo che abbiano voluto nascondere come sono andate davvero le cose”.

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