CONDIVIDI
Merkel
(Michele Tantussi/Getty Images)

La Merkel annuncia: “Italiani rimasti senza lavoro espulsi dalla Germania”. 

Nei mesi scorsi noi italiani abbiamo ricevuto molte “lezioni” da capi di Stato di Paesi esteri su come avremmo dovuto gestire l’emergenza migranti e il fatto che il livello di ipocrisia fosse altissimo lo dimostra non solo il modo in cui i francesi per esempio hanno trattato i migranti al confine con Ventimiglia, ma anche ciò che adesso sta accadendo in Germania e che riguarda proprio noi italiani.

Infatti da quello che si apprende sembra che Angela Merkel abbia intenzione di espellere gli italiani residenti in Germania che abbiano perso il lavoro se non lo trovano entro sei mesi, una decisione che, se confermata, ha tutta l’aria di essere una gravissima discriminazione oltre che una palese violazione di Schengen e degli accordi europei ormai in vigore da anni. Sorpreso anche il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo che intervistato dall’Ansa commenta così: “Se fosse vero, l’atteggiamento della Germania sarebbe molto grave e andrebbe a colpire l’essenza stessa della Ue. Sarebbe un paradosso: l’Italia sotto accusa perché cerca di difendere l’Europa dall’immigrazione illegale e la Merkel che starebbe colpendo un diritto fondamentale dei cittadini Ue”. “Chi è che difende davvero l’Unione Europea? Chi lavora per proteggerne i confini o chi starebbe preparandosi a cacciare dal proprio Paese cittadini europei?”.

Mancano ancora le conferme ufficiali, ma sono tante le testimonianze che vanno in questo senso. Durante una puntata di Cosmo, la trasmissione in italiano di Radio Colonia, un’emigrata italiana ha spiegato: “Mi hanno comunicato che avevo quindici giorni di tempo, visto che non potevo provvedere a me stessa, per trovare un lavoro: altrimenti mi avrebbero rimpatriato e avrebbero pure pagato il viaggio a me e alle bambine, se non fossi stata in grado di poterlo pagare io”. La donna si era trasferita in Germania nel 2013 e, dopo aver smesso di lavorare in seguito a una gravidanza, era andata, come da prassi, a chiedere il sussidio sociale. Dopo tre mesi dalla sua richiesta è stata convocata dall’ufficio immigrazione che le ha dato l’ultimatum.