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Ball Girls
(Websource)

La decisione del patron del Vicenza di schierare a bordo campo le “Ball girls” al posto dei raccattapalle ha generato una pioggia di polemiche in città e sui social, obbligando la società sportiva ad annullare l’iniziativa.

Sono lontani i tempi in cui il Vicenza Calcio lottava nella massima serie per la vittoria del campionato, la situazione attuale è decisamente meno gloriosa e la squadra veneta si appresta ad affrontare un campionato di Lega pro con diverse incognite. Chiaramente in una situazione simile la visibilità della squadra e del marchio sono minori ed il presidente del Vicenza Calcio, il vulcanico patron della Diesel Renzo Rosso, ha pensato ad un’iniziativa che desse sia visibilità alla propria squadra, sia (come effetto collaterale probabilmente) visibilità agli sport “minori” e giovanili della città veneta.

L’iniziativa consisteva nel far esibire a bordo campo atlete delle società sportive femminili vicentine in qualità di raccattapalle. Nella giornata di debutto contro il Giana Erminio il compito è spettato a 12 pallavoliste sedicenni dell’Athena Volley. Le ragazze sono state presentate ai 7 mila spettatori poco prima dell’inizio della partita dallo speaker dello stadio e sono entrate sulla pista d’atletica con indosso una canottiera aderente giallo fluo e degli shorts inguinali, rigorosamente brandizzati Diesel.

Il debutto delle “Ball Girls” e le polemiche per i vestiti succinti delle minorenni

Esattamente come previsto la scelta del patron del Vicenza ha dato visibilità all’iniziativa delle “Ball Girls“, ma non con gli esiti sperati. Subito dopo la partita sono iniziate le polemiche per aver esposto delle minorenni in abiti succinti, una decisione che da molti è stata interpretato come una strumentalizzazione del corpo delle ragazzine. L’associazione atlete Assist ad esempio ha scritto: “Nella prima gara del Vicenza vergognosa esibizione di minorenni in campo con canotta e shorts cortissimi come raccattapalle. A Coni, Fgci e al presidente Rosso chiediamo di ritirare questa indecente iniziativa”. Le polemiche sono giunte fino all’amministrazione comunale di Vicenza, tanto che la squadra di calcio ha deciso di ritirare l’iniziativa.

Nel comunicato della società si legge però che le polemiche sarebbero ingiustificate, dato che l’abbigliamento delle ragazze allo stadio non era differente da quello che le sedicenni utilizzano quotidianamente: “Apprendiamo con rammarico delle polemiche suscitate dall’iniziativa di collaborare con le realtà sportive femminili del territorio, nell’attività di recupero palloni a bordocampo, durante le gare interne della nostra prima squadra. A suscitare scalpore l’abbigliamento indossato dalle ragazze, abitualmente utilizzato nella vita quotidiana delle teenager, ma strumentalizzato in particolare da una foto scattata dagli spalti diventata virale sui social network”.

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