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Ponte Morandi
(Vigili del Fuoco)

A distanza di un mese abbondante si indaga ancora sul crollo del Ponte Morandi a Genova, gli investigatori ritengono che il passaggio di un tir molto pesante possa essere stato la causa finale del cedimento strutturale del viadotto sul Polcevera. 

Nessuno sa dire con certezza quale sia stata con certezza la causa scatenante del crollo del Ponte Morandi. Il viadotto infatti era da tempo malandato, l’acciaio era deformato, gli strali era al limite della tenuta, dunque qualsiasi sollecitazione avrebbe potuto generare la tragedia del 14 agosto. Dopo oltre un mese di osservazione dei video di sorveglianza però pare che gli investigatori abbiano rintracciato nel passaggio di un super tir, un autoarticolato della McM trasporti proveniente da Novi Ligure che trasportava la bellezza di 440 quintali di acciaio (il limite massimo di trasporto è 462 quintali), il momento in cui la struttura ha definitivamente ceduto. Quello, infatti, è stato il mezzo più pesante passato sul ponte al momento del crollo alle 11:36, mezzo che insieme agli altri è precipitato nel vuoto ma il cui autista si è salvato per miracolo dalla caduta.

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Ponte Morandi, l’autista dell’autoarticolato: “Il mio mezzo ha dato il colpo di grazia al ponte? Non lo escludo, ma io ero in regola”

Dato che il pesante autoarticolato potrebbe aver dato il colpo di grazia al Ponte Morandi, il ‘Corriere della Sera‘ è andato ad intervistare l’autista del tir per chiedergli cosa ha visto al momento del crollo. L’uomo, Giancarlo Lorenzetto, ha spiegato loro che gli sarebbero bastati pochi secondi per superare il punto in cui il ponte è crollato ma che, mentre procedeva sul viadotto: “Superato il pilone nove, ho saputo dopo che era il nove, davanti a me si è aperta la strada e mi sono sentito risucchiare all’indietro. Ho chiuso gli occhi pensando che fosse finita. Mi sono ritrovato giù, appeso alla cintura di sicurezza e per fortuna che l’avevo allacciata”.

Per sua fortuna la caduta non gli ha causato gravi ferite e dopo essersi accorto che si trovava sulla scena di un disastro ha atteso con pazienza l’arrivo dei soccorsi. Adesso l’autista si trova a riposo e non passa giorno senza che lo stress per la dura esperienza vissuta lo attanagli. Quando gli viene chiesto se pensa che il suo tir abbia dato il colpo di grazia alla struttura malandata lui risponde: “Che sia stato proprio il mio io non lo posso sapere, saranno i tecnici a dirlo. Io avevo comunque una portata regolare e per questo mi hanno fatto entrare in autostrada. Dovevano assicurarsi loro che il ponte fosse a posto… paghiamo più di 100 mila euro l’anno di pedaggi. Ma poi l’Ilva non ti lascia mai uscire dagli stabilimenti se il carico non è nei limiti”.

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