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Candreva
(Websource)

L’ex moglie di Antonio Candreva, Valentina Biancifiori, confida a ‘Domenica Live’ la persecuzione legale che il calciatore dell’Inter sta attuando nei suoi confronti.

La storia d’amore tra Valentina Biancifiori e Antonio Candreva è iniziata prima che l’esterno d’attacco della Nazionale e dell’Inter diventasse il campione che tutti conosciamo. I due si sono sposati nel 2010 dopo 4 anni di fidanzamento e da quella unione è nata la figlia Bianca. Nel 2013 però, Valentina ha lasciato Antonio, i due hanno provato a ricucire il rapporto per il bene della figlia, ma il tentativo non è andato a buon fine ed ora, stando alle parole di Valentina, è in corso una battaglia legale per l’affidamento della bambina.

Candreva, l’ex moglie: “Mi perseguita, non so più cosa fare”

Ospite di Barbara D’Urso a ‘Domenica Live‘, Valentina spiega alla conduttrice come il rapporto tra lei ed il calciatore dell’Inter si sia deteriorato fino a portare alla separazione. Valentina racconta anche di come, dopo aver concordato la separazione, Antonio abbia cominciato a chiedere l’affidamento della figlia anche attraverso le vie legali: “Sono cinque anni che ci siamo lasciati e subisco continue azioni legali da parte sua, abbiamo l’affido condiviso, mi ha chiesto per tre volte che la bambina viva da lui da Milano, senza motivazione. Lo chiede per dispetto. La settimana scorsa ho ricevuto una denuncia per calunnia”.

Quella della settimana scorsa è solo l’ultima denuncia in ordine di tempo: “La denuncia precedente, a giugno scorso, è stata perché avevo mandato mia figlia a dormire da un’amichetta e io conosco benissimo la famiglia”. Il calciatore ha anche chiesto l’annullamento della Sacra Rota per incapacità d’intendere al momento del matrimonio, insomma vuole cancellare quella decisione che adesso ritiene sbagliata. Valentina spera che questa lotta finisca e chiede soltanto che, adesso che sta per diventare nuovamente padre, Antonio non si dimentichi di Bianca: “Io non ho un lavoro. Ho provato a cercarlo, ma lo devo cercare in determinati orari, perché poi devo stare con la bambina. E nessuno mi offre nulla, perché non ho mai lavorato e ho interrotto gli studi, non ho un curriculum”.

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