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(Istock/Archivio)


Epidemia di polmonite a Brescia, ipotesi contaminazione con batterio nei rubinetti.
Tavolo tecnico tra gestori degli acquedotti e Ats di Brescia per comprendere la causa della polmonite in pazienti concentrati nella Bassa Bresciana e in alcuni paesi al confine con l’alto Mantovano. Le dichiarazioni delle istituzioni.

Epidemia di polmonite a Brescia, si studia sulla causa

Sono 121 le persone che attualmente sono ricoverate al pronto soccorso con gli stessi sintomi e medesima diagnosi: polmonite. Tra i gestori degli acquedotti e Ats di Brescia si svolgerà ora un vertice di emergenza. Questi 121 pazienti si trovano tutti concentrati nella Bassa Bresciana e in alcuni paesi al confine con l’alto Mantovano, sparsi tra i comuni di Calvisano, Carpenedolo, Montichiari, Acquafredda, Desenzano e Gavardo.
In particolar modo è l’ospedale di Montichiari ad essere maggiormente colpito: la percentuale di consulti per polmonite infatti è passata in questi giorni dall’1 all’80 per cento.
In queste ore medici e specialisti studiano se ci possa essere una possibile correlazione tra tutti questi casi, ovvero se la fonte di contagio sia la medesima. Che tale patologia sia causata dal batterio della legionella non si può ancora dire, anche se il batterio ha contagiato in modo evidente due dei pazienti, da ieri ricoverati in Rianimazione all’ospedale Civile di Brescia. Le condizioni di questi ultimi si sono aggravate tanto da stabilire che fossero spostati al reparto di terapia intensiva.
I primi screening effettuati al pronto soccorso per comprendere se si tratti di polmonite causata da legionella sono per ora negativi.
Attraverso la Regione, è coinvolto nel percorso valutativo anche l‘Istituto superiore di Sanità. Si stanno effettuando dei test anche sulla rete idrica e sugli acquedotti poiché in alcuni paesi i cittadini coinvolti ricevono l’acqua da diversi pozzi e non da un unico distributore.

Epidemia di polmonite, le dichiarazioni delle istituzioni

Giulio Gallera, assessore regionale alla Sanità, ha dichiarato in merito alla vicenda: “Il personale di vigilanza del dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria e del laboratorio di sanità pubblica di Ats Brescia è impegnato nella verifica della rete idrica dei comuni interessati: i tecnici stanno effettuando campionamenti dalle acque potabili mentre sono in corso in laboratorio analisi specifiche”. Si avrà insomma qualche risposta solo nei prossimi giorni.
Nel frattempo ai Comuni è stato inviato dall’Ats un decalogo di comportamento da diffondere anche sui social. Ats ha informato i cittadini di poter utilizzare l’acqua del rubinetto per bere e cucinare ma che è bene su rubinetti e docce sostituire i filtri e pulire il calcare dai soffioni. E’ opportuno inoltre, prima di utilizzarla, di lasciar scorrere l’acqua calda, alternandola con la fredda e aprendo le finestre. Meglio evitare inoltre l’uso di vasche idromassaggio e portare l’acqua della caldaia a 70-80 gradi. Per il momento non vi è allarme ma è bene rivolgersi al medico o recarsi in ospedale qualora si avvertissero problemi respiratori, ancor più se in pazienti affetti da patologie croniche e relative a deficit del sistema immunitario.
BC

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