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polmonite
(foto pubblico dominio)

C’è un vero e proprio allarme polmonite a Brescia e provincia, 150 casi in poche ore: “Colpa dell’acqua del rubinetto”, una delle ipotesi.

Si moltiplicano i casi di polmonite accertati in questi giorni nella zona della Bassa bresciana orientale, tra Montichiari e Calvisano. Sono state per questo avviate le indagini da parte di ATS, l’agenzia di tutela della salute. I primi accertamenti rivelano che una delle possibili cause potrebbe essere un batterio presente nell’acqua. ATS per tale ragione ha incontrato in queste ore i responsabili degli acquedotti locali.

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Polmonite Brescia: qual è la situazione e il rischio

Ha spiegato il direttore generale di Ats Carmelo Scarcella che verranno incontrati i sindaci della Bassa bresciana: “Abbiamo stilato una serie di raccomandazioni per i cittadini”. Questo l’allarme dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera: “Negli ultimi giorni, presso alcuni Comuni della bassa bresciana orientale, si è registrato un numero di casi di polmonite superiore a quello atteso nello stesso periodo. A fronte di questo incremento, abbiamo tempestivamente attivato, tramite l’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia, un’indagine epidemiologica e ambientale per individuare possibili collegamenti tra i casi”.

Quindi ha proseguito: “Regione Lombardia, attraverso Ats Brescia, sta proseguendo con gli approfondimenti e le indagini volte a individuare possibili correlazioni tra i casi di polmonite che si stanno manifestando da alcuni giorni nei territori della Bassa Bresciana orientale. Ad oggi risultano 121 gli accessi per polmonite al pronto soccorso dei presidi ospedalieri di Montichiari, Manerbio, Desenzano del Garda, Gavardo, Asola, Castiglione delle Stiviere e Mantova”. Tracciata dall’assessore una sorta di “mappa” del contagio, poi Gallera conclude spiegando: “Nel pomeriggio, è stato convocato un tavolo tecnico con i Gestori delle reti idriche del territorio della bassa bresciana orientale per individuare le fonti di approvvigionamento dei diversi Comuni e conoscere lo stato degli acquedotti”.

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