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avril lavigne
(Facebook)

Avril Lavigne e la lotta contro la malattia di Lyme, la popstar torna a cantare e racconta anni drammatici: “Ho accettato la morte”.

Per ben cinque anni, la popstar Avril Lavigne è stata lontana dai palcoscenici e più in generale dal mondo della musica, spiazzando i suoi fans. Oggi torna e racconta il dramma che ha vissuto, legato alla patologia che aveva contratto, la malattia di Lyme. La cantante torna con un nuovo brano dal titolo Head Above Water, in uscita il 19 settembre. E con una lettera aperta ai suoi fans si confessa.

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La drammatica lettera ai fans di Avril Lavigne

Scrive Avril Lavigne: “Sono stati gli anni più difficili della mia vita, nei quali ho dovuto combattere battaglie fisiche ed emotive. Sono riuscita a trasformare questa lotta in musica e ne sono molto orgogliosa. Ho scritto i brani mentre ero a letto e sul divano, dove li ho anche incisi”. Il singolo in uscita è “il primo brano che ho scritto dal mio letto durante uno dei periodi più spaventosi della mia vita”.

Le parole di Avril Lavigne hanno scosso i suoi fans, anche quelli italiani: “Avevo accettato la morte e potevo sentire il mio corpo fermarsi. Mi sentivo come se stessi annegando. Come se stessi andando sott’acqua e avevo solo bisogno di prendere aria”. La popstar ha contratto la malattia nel 2014 ma non le venne diagnosticata subito e quello le provocò diversi problemi. Successivamente e fino a oggi la cantante ha poi portato avanti una sua battaglia personale per la ricerca sulla malattia di Lyme, fondando anche un’associazione.

Cosa è la malattia di Lyme che ha colpito Avril Lavigne

La malattia è causata dalla puntura di zecche: colpisce soprattutto la pelle, le articolazioni, gli organi interni. Può però anche intaccare il sistema nervoso. Negli anni, ha fatto vittime illustri, come ad esempio la famosa modella statunitense Bella Hadid e sua madre Yolanda Foster. Queste ultime hanno voluto raccontare la loro esperienza con la patologia in un libro. In Italia, è divenuto molto noto il caso di Victoria Cabello.

Il primo caso venne descritto nel 1975: si tratta di una patologia facente parte delle antropozoonosi, cioè quelle malattie che possono essere trasmesse dagli animali vertebrati all’essere umano. Le zecche possono infestare in qualsiasi periodo dell’anno, anche se dalla primavera all’autunno, col caldo e con l’umido sono sicuramente più pericolose.

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