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tifone jebi
(screenshot video)

Il tifone Jebi mette in ginocchio il Giappone: danni e migliaia di sfollati per quella che è la più grave perturbazione degli ultimi 25 anni.

Uno degli aeroporti più grandi del Giappone è stato sommerso e un’autocisterna si è schiantata su un ponte a causa del più violento tifone da 25 anni a questa parte. La perturbazione ha colpito le prefetture meridionali del paese oggi, causando picchi di pioggia e sferzando edifici con forte vento e pioggia. Almeno un uomo è morto nella città di Higashiomi dopo che il magazzino in cui stava lavorando è crollato, ha riferito la polizia alla Cnn. Si tratta del più forte tifone che colpisce il Paese dal 1993, ha dichiarato Akihiro Kikuchi, dell’Agenzia meteorologica giapponese.

La situazione in Giappone a causa del tifone Jebi

Il portavoce della guardia costiera Keita Sakai ha detto che una petroliera lunga 89 metri, l’Houunmaru, era stata spinta dai forti venti verso il ponte che collega l’aeroporto alla terraferma. Le immagini dell’emittente di stato NHK hanno mostrato la prua della nave incastonata nella struttura. Undici membri dell’equipaggio erano a bordo, ma nessuno è rimasto ferito nell’incidente, ha detto Sakai. Il tifone si è poi diretto verso la città costiera di Kobe intorno alle 2 del pomeriggio. Centinaia di voli nazionali sono stati cancellati, insieme ai voli internazionali dell’aeroporto Kansai di Osaka.

Entrambe le piste furono chiuse e in seguito sommerse da mareggiate che causarono maree da record nella baia di Osaka. Preoccupazione per lo stato dei canali anche a Kobe, ha riferito l’agenzia meteorologica. Le cancellazioni dei voli hanno interessato anche l’aeroporto di Itami di Osaka e l’aeroporto internazionale di Chubu Centrair a Nagoya. Gli utenti dei social media hanno pubblicato video che mostrano la forza della tempesta. Ben 62 sono state le città e le cittadine con ordini di evacuazione, in nove casi questi sono stati obbligatori. Le prefetture di Gifu, Aichi, Kyoto, Osaka, Hyogo, Nara e Wakayama su Honshu, insieme a Tokushima, Kagawa e Kochi sull’isola di Shikoku sono state colpite. Quasi 14000 residenti sono stati trasferiti in circa 5.000 zone di rifugio, in gran parte municipi e palestre scolastiche, secondo l’agenzia di gestione di incendi e disastri.

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