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Salvini Calcio
Matteo Salvini (Getty Images)

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini si scaglia contro gli stranieri nel calcio: “Sono troppi e penalizzano l’Italia, bisogna mettere un limite”

Matteo Salvini coglie la palla al balzo dopo le dichiarazioni rilasciate ieri da Roberto Mancini. Il commissario tecnico della Nazionale si era lamentato per la scarsa presenza in campo di giocatori italiani. E specialmente le giovani leve nostre connazionali rappresentano merce rara. “Non c’è coraggio nel far giocare i giovani italiani, mai come adesso sono così pochi”, ha dichiarato Mancini dal ritiro azzurro di Coverciano. Ironia della sorte, il ‘Mancio’ ha dovuto rinunciare proprio ad un giovane: si tratta di Pietro Pellegri, attaccante del Monaco ex Genoa che ha dovuto alzare bandiera bianca alla sua prima chiamata nella nazionale maggiore per dei problemi fisici. Il 17enne, a testimonianza di quanto ribadito dal ct, milita all’estero. E come detto, Salvini ha colto a questo assist involontario di Mancini ribadendo a sua volta che nel calcio italiano ci sono troppi stranieri.

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Salvini sta con Mancini: “Troppi stranieri nel calcio italiano”

“Sono contento che una voce autorevole come il nostro commissario tecnico ponga l’accento su quella che è una problematica ormai atavica. Serve mettere un limite al numero di giocatori provenienti dall’estero e da mandare in campo. La loro presenza limita la crescita e l’affermazione dei talenti italiani, che altrimenti vengono sacrificati ed ignorati. Mancini aveva detto di essere dispiaciuto per gli elementi bravi di casa nostra che sono costretti a restare in panchina, spesso a tutto vantaggio di stranieri considerati comunque meno dotati tecnicamente.

“Ho il compito di rilanciare l’Italia, ma il tempo a disposizione è poco. Io ed i miei collaboratori abbiamo visto molte partite ma davvero pochi calciatori italiani impegnati con costanza. E questo può rappresentare un problema”. Queste affermazioni hanno fatto da traino al pensiero di Salvini. Ma il proposito del ministro dell’Interno attualmente va a cozzare con quelle che sono le direttive dell’Unione Europea sulla libera circolazione dei lavoratori.

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