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capitano ultimo
(screenshot video)

Il Capitano Ultimo “come il generale Dalla Chiesa, abbandonato dallo Stato”, la nuova denuncia della figlia Rita, 36 anni dopo la morte del padre.

Tiene ancora banco la polemica riguardo la revoca della scorta a Sergio De Caprio, detto anche Capitano Ultimo, il militare dell’Arma dei Carabinieri che, quando era a capo del Crimor, mise materialmente le manette il 15 gennaio 1993 a Totò Riina, dopo la denuncia su Facebook, nei giorni scorsi, portata avanti da Rita Dalla Chiesa, la conduttrice televisiva figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia.

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Le parole di Rita Dalla Chiesa sulla revoca della scorta a Capitano Ultimo

Rita Dalla Chiesa torna ora sulla vicenda del Capitano Ultimo e lo fa in un’intervista a Tpi, in cui sostiene: “È una decisione incredibile quella della revoca della scorta, incredibile che non si siano alzate più voci. Sono indignata, dispiaciuta e amareggiata, non riesco a capirne fino in fondo i motivi”. Poi aggiunge: “Non sono andata a Palermo oggi per ricordare mio padre anche per questo motivo, ho preferito stare vicino a Ultimo. Nella sua solitudine ho riconosciuto la stessa di mio padre”.

“La solitudine va colmata, riempita di affetto di attenzione”, spiega ancora e fa sapere: “Mi sono dovuta rivolgere sui social a Salvini, pur sapendo che la scelta della scorta non dipende direttamente da lui, ma da un ufficio che è all’interno di quel ministero”. Per ora però dal Viminale poco si è mosso: “Io mi sarei aspettata maggiore partecipazione, non da parte dei cittadini, perché c’è stata, è mancata la presa di posizione delle istituzioni”. Quindi la chiosa di Rita Dalla Chiesa: “Ci sono scorte a persone che conosco, di cui a nessuno frega più niente, vecchi politici, gente che non si occupa più di nulla”.

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