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(Getty Images)

Salvini: “Vogliono darmi 30 anni di carcere, ma non mi fermeranno mai”. 

Duro attacco di Matteo Salvini attraverso il suo profilo Facebook a chi lo indaga e chi lo accusa di reati gravissimi per quanto accaduto con i migranti della Nave Diciotti. Ecco le parole del Ministro dell’Interno: “50 pagine di accuse nei miei confronti, 5 reati contestati (sequestro di persona!), 30 anni di carcere come pena massima. Voi pensate che io abbia paura e mi fermi?
Mai. So che in Italia ci sono tanti giudici liberi, onesti e imparziali, per me “prima gli Italiani” significa difendere sicurezza e confini, anche mettendosi in gioco personalmente.
Di politici ladri, incapaci e codardi l’Italia ne ha avuti abbastanza.
Contate su di me, io conto su di voi”.

I magistrati che difendono Salvini: “Le accuse non stanno in piedi”

Uno dei magistrati che lo difende è Alfredo Mantovano. Per l’accusa di sequestro di persona spiega: “Per quanto riguarda il sequestro di persona questo viene riconosciuto quando c’è una arbitraria privazione della libertà di qualcuno da parte di chi non ha nessun potere. Qui siamo di fronte a persone che, dal momento in cui sono state raccolte dalla Marina, hanno ricevuto cure e assistenza. Una parte di loro avevano situazioni sanitarie problematiche: ecco perché sono state sbarcate subito mentre per gli altri è trascorso qualche tempo per svolgere gli accertamenti e per capire la loro distribuzione nei paesi europei. In definitiva: non vedo che cosa c’entri il sequestro di persona. Immaginiamo che un soggetto tenga più persone segregate in una abitazione; un pubblico ministero che accerti questo reato ha l’obbligo di impedirne la prosecuzione, facendo intervenire la polizia giudiziaria. Invece il Procuratore di Agrigento è perfino salito sulla Diciotti, ma non ha posto fine al presunto sequestro di persona. Ma il reato c’era o non c’era?”.

Per approfondire leggi: Alfredo Mantovano, parlamentare e magistrato, spiega il suo punto di vista sulla messa sotto accusa del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. 

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