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Emma Marrone
(Getty Images)

Emma Marrone si è infuriata per un titolo di giornale che la indicava come omosessuale. A distanza di settimane da quella polemica una giornalista si scaglia contro la cantante definendola ipocrita.

La polemica tra il settimanale di gossip ‘Io Spio‘ ed Emma Marrone è nata quando è uscita una copertina con il seguente titolo: “Emma Marrone Lesbica? Tutta la verità”. La cantante ha trovato che utilizzare il termine “Lesbica” in un titolo come quello fosse un attacco a tutte le ragazze omosessuali, come una messa in stato d’accusa di quelle donne  per le proprie scelte in ambito sessuale. Per questo motivo l’artista salentina ha dato vita ad un polverone social pubblicando uno stato su Facebook in cui esprimeva rabbia contro l’autrice del titolo e dell’articolo ed in cui esprimeva la propria solidarietà alle donne omosessuali. La posizione di Emma sulla questione non ha convinto una giornalista, che ha permesso al settimanale di gossip la pubblicazione di una lettera in cui attacca la cantante esplosa ad ‘Amici‘ per aver manipolato la notizia a suo uso e consumo.

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Giornalista omosessuale attacca Emma Marrone: “Sei ipocrita”

Su ‘Io Spio’ si legge una presentazione alla lettera della giornalista Lidia Borghi, in cui viene sottolineato come lei non abbia alcun problema con il termine “Lesbica”, quindi viene lasciato spazio alle sue parole: “Cara Emma, mi chiamo Lidia Borghi, sono una scrittrice e una giornalista, un’attivista per i diritti delle persone LGBTI e una donna lesbica, fra tante altre cose. Ho letto della polemica da te scatenata sul tuo profilo instagram dopo l’uscita sul settimanale IoSpio dell’articolo intitolato «Emma lesbica? Tutta la verità» e ti confesso che non ho capito il perché del polverone che hai sollevato: sembra quasi che tu abbia voluto fare un’operazione di marketing, peraltro meschina, qualora così fosse, per guadagnare qualche follower in più che potrebbe acquistare i tuoi dischi o venire ai tuoi concerti”.

La giornalista spiega alla cantante che nessuna persona (uomo o donna che sia) omo-bi-transessuale si sentirebbe offeso da un simile titolo e che la sua uscita andrebbe in contrasto con la lotta per i diritti che queste persone portano avanti da anni. Il che fa supporre alla Borghi che la polemica possa essere stata strumentale, utile ad attirarsi la simpatia di altri follower. L’attivista entra poi nel dettaglio della accusa di arretratezza fatta al settimanale per l’utilizzo del termine sopracitato e scrive: “Premetto che non conoscevo l’esistenza del settimanale di gossip IoSpio, ma so dell’intervista che hai rilasciato all’inizio dell’anno al settimanale Grazia, ricordi? Il giornalista ti aveva chiesto del tuo orientamento sessuale e tu hai risposto: «Se fossi lesbica l’avrei già detto». E qui entro in ballo io: per prima cosa il Medioevo lascialo agli storici, in secondo luogo il termine lesbica ha cominciato a circolare in Italia negli anni Cinquanta come termine dispregiativo nei confronti di quelle schifose donne lascive che vanno contro natura e, ci crederesti? Anche oggi è così per le persone omofobe, ma le donne lesbiche sanno che quella parola è l’unica che le possa definire”.

Lidia Borghi conclude l’invettiva nei confronti dell’artista salentina domandandosi retoricamente quale sia stato il motivo di tanta rabbia per un titolo che di fatto non offende nessuno, quindi aggiunge un’accusa ad Emma: “Allora mi chiedo perché nel tuo sfogo via social hai parlato di schifo, di ritorno al suddetto Medioevo e dell’omosessualità come un problema da combattere? È da quel dì che il movimento di liberazione delle persone omosessuali sta combattendo, sì, ma l’omofobia e la parità di diritti. Infine il messaggio alle persone LGBTI: ce n’era bisogno? Non è che se non glielo dice Emma sono tutte tristi e depresse. Sembra quasi che l’ipocrisia abiti dentro di te”.

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