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Segregata per 14 giorni
(Websource)

Una ragazza di origini polacche è stata rapita e segregata per 14 giorni in un cassone per mele, alcuni contadini hanno sentito le sue urla e l’hanno liberata. Fermato un 50enne di Bolzano.

Giunta in Italia alla ricerca di lavoro, una ragazza polacca era stata assunta come lavoratrice agricola da una azienda a Sommacampagna (Verona). La ragazza non è stata più vista a partire dal 14 agosto (alla vigilia della festività) e nessuno si era preoccupato della sua scomparsa. Due settimane dopo, la mattina del 28 agosto i contadini di un campo attiguo a quello in cui lavorava lei hanno sentito delle urla provenire dall’interno di un cassone per mele. I presenti hanno chiamato i carabinieri che, giunti sul luogo, si sono avvicinati al cassone e lo hanno aperto trovandoci dentro la ragazza in evidente stato di shock. Secondo quanto raccontato dalla vittima un uomo di 53 anni originario di Bolzano, l’aveva chiusa li dentro e l’aveva torturata per 14 giorni.

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Segregata per 14 giorni in un cassone per mele: fermato un uomo di 53 anni

La donna ha accusato l’uomo, il quale nel momento in cui veniva liberata dal cassone si stava avvicinando a bordo di un trattore. Il contadino è stato portato nella caserma di Villafranca dove verrà interrogato. Secondo quanto emerso dalla cronaca locale, la donna lavorava regolarmente per l’azienda agricola di Sommacampagna ed gli investigatori stanno vagliando l’ipotesi che tra lei ed il suo carceriere ci fosse una relazione sentimentale. In ogni caso l’uomo è stato accusato di sequestro di persona e tortura: la ragazza è state tenuta dentro il cassone sotto qualsiasi condizione atmosferica nutrita con solo una mela ed una bottiglietta d’acqua al giorno.