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Buddy è il cane eroe del soccorso alpino ucciso per avvelenamento: il Golden Retriver era abilitato alla ricerca dei dispersi per il Nucleo cinofilo Argo.

Buddy era il nome di un cane eroe che apparteneva al Nucleo cinofilo Argo. Lo splendido Golden Retriver, gioioso e dotato di un istinto impeccabile, aveva da poco assunto il ruolo di cane per la ricerca dei dispersi del Nucleo cinofilo da soccorso Argo di Bergamo. Buddy aveva, infatti, ottenuto il certificato dell’Ente nazionale cinofilia italiana e sarebbe stato presto operativo sul campo come cane da ricerca. Il piccolo Golden, però, ha trovato la morte proprio per mano di coloro che con tanto impegno aveva imparato a soccorrere.

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Il cane eroe Buddy è stato avvelenato ed ucciso: come è accaduto

Il cagnolone di 2 anni, Buddy, con i suoi 30 kg di peso era ormai abilitato per il soccorso e, probabilmente, sarebbe partito per le future emergenze per aiutare i soccorritori a salvare delle vite. Un pomeriggio mentre camminava con la sua accompagnatrice, Alessandra Dalla Betta, ha percorso con lei il tragitto fra San Rocco e Fienile. Durante la passeggiata nella zona bergamasca, però, il segugio ha, con tutta probabilità, fiutato un appetitoso bocconcino e l’ha ingoiato. Quando è tornato con la volontaria alla base ha iniziato a sentirsi male e, nonostante sia stato soccorso da un veterinario, è morto nel giro di un’ora. L’avvelenamento, da esca artificiale che era probabilmente nascosta in una polpetta, è stato confermato dall’autopsia eseguita dall’Istituto Zooprofilattico di Brescia. L’esca artificiale che ha ucciso l’innocuo cucciolone era costituita da una sostanza tossica legata ad un filo di nylon. A rivelare la vicenda è stato Giovanni Martinelli, coordinatore delle Unità cinofile da soccorso dell’Associazione nazionale alpini, che ha riferito tristemente: “Alcuni volontari del canile mi hanno segnalato che la zona dove Buddy stava passeggiando è spesso piena di bocconi avvelenati, nonostante nelle vicinanze non ci siano abitazioni. Se fosse stato solo un incidente, se dovesse aver mangiato topini o passerotti contaminati con del veleno, sarei più con l’anima in pace. Ma non credo sia andata così perché lui pesava tanto, 30 chili. Troppo per morire così.” 

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Anche gli amici a due zampe di Buddy, appartenenti al Nucleo di Bergamo, hanno voluto esprimere il proprio rammarico e la tristezza per la perdita dell’eroe alpino: “Mentre eri su un lettino della clinica ironia della sorte siamo stati allertati per la ricerca di un disperso a Valtorta, in Val Brembana. Ti stringiamo in un silenzioso e forte abbraccio. Non eri un cane, eri un EROE unico e irripetibile. Siamo sicuri che scodinzolerai anche da lassù e non aspetterai altro che qualcuno che ti venga incontro verso il tuo nasino umido. E tu barcollante andrai là per essere abbracciato”.

Marta Colanera