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Amatrice
(Facebook)

Lo sfogo di Serena, la verità sulla ragazza di Amatrice: “Mai stata muta”, ha detto l’adolescente su Facebook smentendo le ricostruzioni.

Nei giorni scorsi, a quasi due anni dal terremoto di Amatrice, che innescò una serie di forti scosse che hanno messo in ginocchio l’Italia Centrale, era emersa la vicenda di una ragazza di 16 anni, Serena, raccontata al ‘Messaggero’ dalla sua professoressa di italiano, storia e geografia, Maria Flavia Perotti. Una vicenda anomala, che spiegava come la ragazza avesse perso la voce dopo la scossa di Amatrice, per poi tornare finalmente a parlare qualche mese dopo grazie a un compito in classe.

Vuoi saperne di più –> Diventa muta dopo il terremoto di Amatrice: la nuova vita di Serena

Cosa è accaduto veramente a Serena: la verità della ragazza di Amatrice

Serena oggi smentisce su Facebook questa versione dei fatti: “Quello che è stato pubblicato ha del vero come del falso… Mi era stato detto che il mio tema sarebbe stata una delle testimonianze di quella notte e sarebbe stato pubblicato il giorno dell’anniversario…non ho mai perso la parola…e sinceramente rimango delusa a leggere ciò …dato che almeno speravo che per un argomento del genere non ci fosse stato nessuno che avrebbe ingigantito la cosa solo per fare audience inventando cose che veramente mi ci fanno rimanere”.

Si tratta, in sostanza, di una notizia estremamente enfatizzata rispetto a quella che è la vicenda personale della ragazza di Amatrice, che in quel sisma ha anche subito un grave lutto. Che Serena non abbia perso la voce lo ha confermato un’insegnante della ragazza, Letizia Rosati. Un’ulteriore conferma arriva da una lettera aperta inviata ad alcuni portali locali dalla mamma di Serena, Erminia Cavezzi: “La voce di Serena non si è spenta sotto le macerie, grazie al Cielo parla ed ha sempre parlato”, è l’estrema sintesi della lettera. Le nostre scuse a Serena e alla sua famiglia per aver ricondiviso nei giorni scorsi quella notizia: a due anni dai tragici fatti del 24 agosto 2016 è quantomeno doveroso ristabilire la verità su una vicenda personale molto dolorosa e simile a molte altre.