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(Cahrlie Hebdo)

Charlie Hebdo insulta l’Italia sulla tragedia di Genova: “Sono senza vergogna”. 

Dopo la vignetta di Charlie Hebdo in cui viene derisa l’Italia per la tragedia di Genova con il crollo del Ponte Morando sono arrivate alcune dure reazioni politiche.  Il viceministro ai Trasporti, il ligure Edoardo Rixi della Lega ha commentato così su Facebook: “Il giornale francese Charlie Hebdo è senza vergogna e riesce a superare ogni limite nel cattivo gusto. Questa sarebbe satira? Per me c’è solo una parola: schifo”.

Duro anche Roberto Calderoli: ““Sbagliare è umano, capita, ma perseverare nello stesso errore per ben tre volte… Due anni dopo la vergognosa vignetta sul terremoto che ha colpito Amatrice e gli altri comuni appenninici, con il sangue trasformato in sugo per la pasta, e quella altrettanto oltraggiosa sulla tragedia di Rigopiano, con la morte che scivolava sulla neve della valanga con le falci al posto degli sci, il periodico satirico francese Charlie Hebdo torna a offendere le vittime italiane, questa volta con una vignetta oltraggiosa sul crollo del ponte di Genova. Sono un strenuo difensore della libertà di espressione, compresa la satira, ma non quando trascende in offese assurde e gratuite che infangano il dolore delle vittime e il dolore dei loro cari. jenesuispasCharlie”.

Charlie Hebdo
(Charlie Hebdo)

La vignetta di Charlie Hebdo

Nell’immagine si vede in alto a sinistra il ponte spezzato con quel famoso camion fermo poco prima del precipizio, in primo piano e a terra si vedono le macerie e un’auto schiantata al suolo. Poi c’è un immigrato di colore che pulisce con una ramazza e la scritta: “Costruito dagli italiani… pulito dai migranti”. Scatenati i commenti sui social di fronte a questa immagine. Eccone alcuni: “Si…sono gli stessi migranti che i francesi lasciano morire al confine”, “Ci passavo spesso su quel ponte e vedere che qualcuno riesce a fare della satira su di una disgrazia così devastante mi fa solo che rabbrividire….!!!! Sono più umani gli animali che certe persone….e mi fermo qua che è meglio..”, “Tutto il mondo ha pianto per il loro dolore, e loro invece ridono sempre del dolore degli altri”, “Non si ironizza quando ci sono dei morti, già lo fecero con Rigopiano, ma quando trucidarono 12 dei loro giornalisti nessuno al mondo si è azzardato ad ironizzare, anzi ebbero la solidarietà di tutti”.