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Dopo che Asia Argento ha negato pubblicamente di aver avuto una relazione sessuale con Jimmy Bennett, questo è uscito allo scoperto ed ha dichiarato di non aver parlato prima perché provava vergogna.

Nei giorni scorsi il ‘New York Times‘ ha divulgato la presunta violenza sessuale di Asia Argento nei confronti dell’attore Jimmy Bennett quando questo, nel 2013, aveva ancora 17 anni. La notizia è stata rilanciata dai quotidiani di tutto il mondo e Asia si è difesa dichiarando di non aver mai fatto sesso con il ragazzo. Secondo l’indiscrezione, l’attrice italiana avrebbe anche pagato il silenzio del collega versandogli 380.000 dollari. Nei giorni a seguire sono stati pubblicati dei messaggi che dovrebbero appartenere ad Asia in cui l’attrice si lamenta del fatto che il ragazzo avesse una cotta per lei, in mezzo c’è anche la foto di un tovagliolo in cui Jimmy le aveva scritto: “Asia, ti amo con tutto il mio cuore. Sono felice di poterti incontrare di nuovo e sono felice che tu faccia parte della mia vita, Jimmy”. In quei messaggi si legge anche che il ragazzo avrebbe mandato all’attrice foto di se stesso nudo “Non richieste” fino a poche settimane prima che le arrivasse la lettera dall’avvocato. Infine si legge anche che il giorno del loro incontro il ragazzo le sarebbe saltato addosso dicendole che lei era il suo sogno erotico sin da quando aveva 12 anni.

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Jimmy Bennett: “Quando ha denunciato Weinstein ho capito che dovevo parlare”

Per giorni l’attore americano non ha voluto rilasciare un’intervista, poi ieri ha acconsentito a fornire una dichiarazione al ‘NYT’ in cui spiega i motivi del suo silenzio in questi anni: “Ero addolorato e mi vergognavo – dice l’attore – all’epoca dei fatti ero minorenne e ho cercato giustizia nel modo che a me sembrava più appropriato perché non mi sentivo pronto ad affrontare le conseguenze che questa vicenda avrebbe potuto comportare”. Nella stessa nota Bennett spiega di aver deciso all’inizio di gestire privatamente l’accaduto, ma che in seguito la denuncia di Asia a Weinstein gli ha riaperto una ferita seppellita nell’inconscio per anni: “Il trauma si è risvegliato in me quando quella persona si è dichiarata essa stessa vittima. Ho deciso di andare avanti ma senza restare più in silenzio”.

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