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Una donna racconta come la sua vita sia cambiata quando suo marito è diventato un ludopatico schiavo del video poker e si domanda: “Qualcuno può aiutarmi?”

La confessione di una donna, moglie di un uomo affetto da ludopatia, ha riaperto il dibattito, mai concluso, su quanto la dipendenza dal gioco influenzi la vita sia del giocatore, sia di coloro che con questo la condividono. Molte sono state le leggi e le norme espresse, in merito, da partiti di ogni tipo ma quella che sta divenendo una piaga sempre più infetta in Italia non ha minimamente accennato a migliorare. Sono oltre 52mila, rileva infatti Uecoop, i giocatori d’azzardo che in Italia si sbizzarriscono fra videopoker, poker online, gratta e vinci, ecc… ad il settore non accenna a frenare la propria espansione. Secondo i dati diramati dal Dipartimento delle Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri il numero di giocatori d’azzardo patologici raggiunge una vetta di oltre 1,3 milioni e, la cosa più agghiacciante, è il peso che tale patologia imprime non solo sulla società ma, soprattutto, come questo si ripercuota sulla famiglia d’origine del giocatore. Sono oltre 200mila le persone rovinate dal gioco e che hanno, di conseguenza, influito con estrema negatività sull’equilibrio economico della propria famiglia.

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Una donna racconta la vita suo marito: ludopatico e schiavo del video poker

Fra le 200mila persone che, solo nell’arco di questo anno, secondo le stime diramate da Uecoop, c’è anche un uomo la cui moglie ha voluto raccontare quanto questo possa influire sulla famiglia: “Io, moglie di un uomo schiavo delle slot machine a Sestu, si gioca lo stipendio con le macchinette infernali”, ha dichiarato la donna. La moglie, che è voluta rimanere anonima, ha riferito la disperazione che ricade sulla famiglia quando uno dei suoi membri cade nella rete del gioco d’azzardo: “Basta con le slot machine ma è possibile che a Sestu nessuno fa i controlli nei bar per i video poker? C’è un orario imposto dal Comune, ma non mi risulta che venga rispettato. E ci sono anche i videopoker irregolari. Qualcuno può aiutarmi?”, è stato l’appello lanciato allo Stato. La moglie di Sestu racconta come la trasgressione alle leggi in merito al gioco d’azzardo siano costantemente trasgredite e come questo peggiori lo stato delle cose per la sua famiglia. L’uomo di Sestu che, infatti, gioca tutto il proprio stipendio riversandolo nel videopoker della zona, è affetto da azzardopatia, una condizione patologica che, certamente, viene accentuata dalle trasgressioni compiute dalle attività che consentono il gioco anche a tarda notte. Un giro d’affari, quello del gioco d’azzardo, che ha tolto dalle tasche italiane, solo nel 2017, circa 100 miliardi di euro. Centinaia le cooperative sociali e assistenziali che stanno cercando di dare un freno a tale dipendenza che si riversa sulle strutture anti dipendenza del Servizio sanitario nazionale ma, sopratutto, sulle famiglie dei giocatori. Sono oltre 200mila, infatti, i nuclei familiari spezzati dallo scivolare dei giocatori in una dipendenza incontrollabile.

Marta Colanera