CONDIVIDI
Vincino
(screenshot Youtube)

Morto Vincino, fumettista controcorrente: la sua satira non risparmiò nessuno, una delle ultime vittime è stato Roberto Saviano.

Si è spento a 72 anni Vincenzo Gallo, in arte Vincino, uno dei disegnatori più noti e controcorrente del fumetto italiano. Laureato in architettura nel 1972, a fine anni Sessanta si era avvicinato ai movimenti studenteschi e operai militando in Lotta Continua a Palermo, quindi inizia la collaborazione prima con L’Ora di Palermo, poi quella più lunga e più importante nel giornale di Lotta Continua, dove resta fino al 1978. A fine anni Settanta, fonda e dirige L’avventurista poi è tra coloro che collaborando a fondare la rivista Il male, di cui sarà direttore per quattro anni, fino alla chiusura, nel 1982.

Leggi anche –> Lutto nella musica italiana: morto il cantautore Claudio Lolli

Le tante collaborazioni del vignettista Vincino

La rivista viene riproposta in anni più recenti insieme al suo amico Vauro, ma non ha lo stesso riscontro. Nglia anni Settanta, sposa Giovanna Caronia dalla quale ha avuto due figlie, Costanza e Caterina. Direttore di Ottovolante, quotidiano di satira che non ha grande fortuna, ha collaborato con i migliori autori di fumetti e satire di quegli anni: Roland Topor, Andrea Pazienza, Jacopo Fo, per citarne alcuni. A metà anni Ottanta, dopo una parentesi televisiva, Vincino è attivo contemporaneamente con Il Clandestino, supplemento de l’Espresso, con Tango, supplemento de l’Unità, e con Linus. Quindi è direttore di Zut, ma ancora una volta viene licenziato, sempre per alcuni servizi di satira scomoda.

Nel 1987, incomincia la sua lunga e proficua collaborazione con il Corriere della Sera, l’anno dopo collabora anche con il neonato Cuore, quindi con il Sabato, e da metà anni Novanta con Il Foglio. Riprova sempre a fine anni Ottanta con Il Clandestino affiancato dal fido Vauro, da Riccardo Mannelli e da Saviane, poi collabora con Boxer di Vauro, supplemento de Il manifesto. Decine le sue collaborazioni, le ultime con il settimanale Vanity Fair e con l’emittente radiofonica nazionale Radio Radicale.