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(Screenshot video)

Sono stati accolti con applausi i ministri Salvini e Di Maio al loro arrivo alla Fiera di Genova per i funerali di Stato per le 41 vittime del crollo di Ponte Morandi. 

Con un prolungato applauso ed un’ovazione sono stati accolti il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ed il Vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio al loro arrivo alla Fiera di Genova, dove si sono svolti i funerali di Stato in onore delle 41 vittime del crollo di Ponte Morandi. Entrambi i leader si sono si sono lasciati coinvolgere dalla folla ed avendo notato uno striscione si sono avvicinati. I due ministri hanno, quindi, scambiato alcune parole con le persone autrici dello striscione, ossia con la delegazione dei familiari delle vittime dello scoppio di Viareggio avvenuto il 29 giugno del 2009. Fra coloro che hanno rappresentato lo Stato durante i funerali vi era anche il segretario del Pd Maurizio Martina, alla cui presenza la folla ha reagito in modo molto differente.

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Applausi per i ministri Salvini e Di Maio per la loro presenza al funerale di Stato

I ministri Di Maio e Salvini sono stati molto apprezzati dopo il disastro di Genova, con tutta probabilità, a causa della loro posizione sulla vicenda che riguarda il crollo di Ponte Morandi. Nonostante molte siano state le famiglie che hanno deciso di riportare a “casa” i propri cari, vittime del crollo, e che hanno apertamente dichiarato che di non sentirsi più “protette” dallo Stato, molte altre hanno deciso di affidarsi al governo Conte.

La polemica, che è stata estremamente aspra per quanto riguarda la mala gestione delle infrastrutture in Italia, ha, infatti, avuto un momento di svolta nell’attimo in cui le minacce operate dal governo nei confronti di Autostrade per l’Italia, sono divenute molto più che un avvertimento. Nonostante il Ceo di Autostrade, infatti, abbia chiesto pubblicamente scusa agli italiani, tale mortificazione riguarderebbe la lontananza emotiva che l’azienda ha mantenuto con le famiglie delle vittime e con la città sino al giorno della conferenza stampa, dopo la quale la stessa ha promesso un piano di aiuti mirato. Le scuse dell’ad dell’azienda, però, non riguardano un’ammissione di colpa da parte di Autostrade per il crollo di Ponte Morandi. Il governo Conte, quindi, nonostante i notevoli cavilli burocratici che dovrà superare e la perdita in denaro conseguente alla scissione del contratto, ha iniziato ufficialmente l’iter per la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia.

Marta Colanera