CONDIVIDI
genova tragedia
(Vigili del fuoco)

Genova, la tragedia del Ponte Morandi si poteva evitare: molti allarmi rimasti inascoltati e interventi non effettuati e rimandati.

Si indaga sulle possibili cause del crollo del Ponte Morandi. Nei giorni scorsi c’è stato un botta e risposta tra i rappresentati del governo, che hanno accusato Autostrade per l’Italia di non aver compiuto la manutenzione dovuta per evitare la tragedia. Il governo ha richiesto la revoca della concessione, una manovra che potrebbe costare il pagamento di una grossa penale.

Leggi anche –> Funerali di Stato, il cardinale Bagnasco: “Genova è stata colpita nel profondo del cuore”

Genova: tragedia evitabile, l’allarme inascoltato dei residenti

Intanto, nelle scorse ore, il docente dell’Università di Genova Antonio Brencich, membro della commissione Infrastrutture e Trasporti che deve accertare le cause del crollo, ha effettuato un sopralluogo nei pressi del crollo per analizzare l’accaduto. Una prima ipotesi è quella che possa aver ceduto uno strallo (uno dei tiranti del ponte) e su quella la commissione dovrebbe lavorare nei prossimi giorni.

Intanto emergono testimonianze e documenti che accertano gravi mancanze. Mimma Certo, ad esempio, una casalinga che fa parte di un comitato di cittadini, aveva denunciato: “In quanto casalinga posso dire che dobbiamo stare sempre attenti a pulire bene, questi calcestruzzi non piovono solo sulle macchine, ma sulle finestre, sulle persiane, sulle tende, e lavare lo laviamo, però i nostri polmoni, insomma, dobbiamo pensare anche a questo”.

Leggi anche –> Genova, trovato anche Mirko: la madre è sempre rimasta tra le macerie

Disastro Genova: interventi programmati e mai effettuati

Ma c’è anche e soprattutto una relazione del ministero delle Infrastrutture che è stata redatta diverso tempo prima del disastro e che sottolinea come gli aumenti dei pedaggi sono “superiori a quelli dell’inflazione”, che gli investimenti sono “inferiori a quelli programmati”. Come se non bastasse sembra che ad aprile Autostrade per l’Italia avesse bandito un maxi appalto da 20 milioni di rinforzare per rinforzare i tiranti.

L’intervento sarebbe dovuto consistere nella “disposizione di nuovi cavi esterni che vanno dal traversone dell’impalcato fino alla sommità delle antenne del ponte”. Questo intervento sarebbe durato ben 784 giorni con evidenti conseguenze sulla viabilità. Probabilmente per tale ragione venne procrastinato e ora quel ritardo pesa come un vero macigno sulla tragedia che si è consumata martedì mattina. Oggi, ai funerali di Stato, il presidente della Camera Roberto Fico ha chiesto scusa “anche se non è colpa mia oggi, a nome dello Stato per quello che può non aver fatto negli ultimi anni. Le scuse sono sempre una parola importante. Ora i familiari delle vittime ci chiedono giustizia e noi questa richiesta la vogliamo accogliere fino in fondo”.