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Funerali di Stato, il cardinale Bagnasco: "Genova è stata colpita nel profondo del cuore"
(Screenshot Video)

Nel corso dei funerali di Stato le prime parole del Cardinale Bagnasco sono state di conforto per i parenti delle vittime e di ringraziamento per i soccorritori.

Dopo l’ingresso nel padiglione e l’arrivo all’altare, il cardinale Bagnasco  ha esordito dicendo ai presenti: “Per le vittime di questa tragedia e per tutti coloro che sono stati colpiti da questa sciagura, con fiducia rinnoviamo il dolore per i nostri peccati e rinnoviamo la richiesta di misericordia di Dio”, quindi si è proceduto con la lettura di due passi del Vangelo, il primo in cui si invitava i presenti a fare mea culpa per i propri peccati ed il secondo  in cui si evidenziava lo stato di beatitudine a cui sono giunte le vittime.

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L’omelia del cardinale comincia con una considerazione sul dolore che questa tragedia ha generato nel cuore dei parenti e degli amici delle vittime, un dolore che non può essere lenito da nessuna parola umana: “Sappiamo che qualunque parola umana, anche se sincera, è poca cosa di fronte alla tragedia, nulla può lenire il dolore”, ciò nonostante, ha sottolineato il cardinale, bisogna guardare alle tante dimostrazioni di affetto giunte in questi giorni: “Innumerevoli sono i segni di sgomento e vicinanza provenuti dall’Italia e dall’Estero. Anche il papa ha voluto manifestare la propria vicinanza con una telefonata”.

Bagnasco spiega, infatti, che se il dolore non può essere lenito dalle parole e sebbene “Il crollo del ponte ha causato una ferita lancinante nel cuore di Genova… L’incredulità, la crescita delle dimensioni della tragedia, ci hanno portato all’evidenza la fragilità della natura umana”, dalla tragedia emerge un barlume di luce: “I rapporti umani”. Proprio i rapporti umani, sottolinea, sono il punto dal quale i genovesi devono ripartire per ricostruire la fiducia nello stato, nella società e nella vita, poiché: “Come un ponte ci porta oltre lo spazio vuoto, la fiducia nell’altro ci permette di andare oltre nella vita”.

In un secondo momento si è voluto soffermare sull’opera di assistenza e soccorso fornita dai vigili del fuoco, un segnale di misericordia e di come proprio i rapporti umani siano fondamentali in una società, e li ha ringraziati: “La prontezza e la generosità di tutti nell’offrire il proprio aiuto per le vittime, a cominciare dai vigili del fuoco” una frase che ha generato un lungo applauso dei presenti, al termine del quale il cardinale ha aggiunto: “La disponibilità di molti, la forza dei feriti, la preghiera che si è levata da ogni parte della diocesi mostra la forza della collettività”. Un ultima parola di conforto è stata riservata agli sfollati: “Speriamo che gli sfollati possano trovare non solo ospitalità ma anche il calore di una casa”.

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