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(Screenshot video)

Dopo il crollo di Ponte Morandi, le esequie dei quattro ragazzi di Torre del Greco sono tornate a casa, dove i funerali si sono svolti.

Dopo il disastro di Genova ed il dolore che ne è seguito per tutti coloro che hanno perso amici e familiari nello sgretolarsi di Ponte Morandi ciò che segue è anche la rabbia ed il senso di impotenza nei confronti di quella che è stata definita da moltissimi “una tragedia annunciata”. Tante sono state le famiglie, infatti, che si sono opposte fermamente al funerale di Stato ed hanno preferito riportare a casa le esequie dei propri cari. Su 38 vittime sino ad ora accertate solo 14 di loro hanno accettato di celebrare le esequie alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il coro di polemiche contro lo Stato, colpevole della tragedia sotto vari punti di vista secondo le famiglie delle vittime, è stato guidato dai congiunti dei quattro ragazzi di Torre del Greco, che si sono opposti con tutte le loro forze alla cerimonia di Stato. Il funerale dei 4 giovani, infatti, è avvenuto oggi a Torre del Greco e si è svolto a “casa”.

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La cerimonia funebre per i quattro giovani di Torre del Greco si è svolta oggi a “casa”

I quattro amici, originari di Torre del Greco, erano in viaggio verso Barcellona per una vacanza insieme quando il tratto dell’A10 si è sgretolato sotto ai loro piedi spegnendo assieme alle loro giovani vite anche i solo sogni e le loro speranze per il futuro. Antonio Stanzione, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Giovanni Battiloro sono morti a Genova ma i loro cari non hanno voluto partecipare ai funerali di Stato e li hanno riportati a casa per celebrarli a Torre del Greco. Nunzia, madre di Gerardo Esposito, vittima di 26 anni, ha riferito riguardo la scelta di spostare la celebrazione a Torre del Greco: “È lo Stato che ha causato questo, non si devono permettere di farsi vedere: la passerella di politici è stata vergognosa”. Roberto Battiloro, papà di Giovanni, ha comunicato le sue motivazioni tramite Facebook: “Mio figlio non diventerà un numero nell’elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane, farò in modo che ci sia giustizia per lui e per gli altri: non dobbiamo dimenticare. Non vogliamo un funerale farsa, ma una cerimonia a casa, nella nostra chiesa a Torre del Greco. È un dolore privato, non servono le passerelle. Da oggi inizia la nostra guerra per la giustizia, per la verità: non deve accadere più”. Le famiglie dei quattro giovani, però, non sono state le sole a contrapporsi al funerale di Stato perchè anche i cari della famiglia di Pinerolo hanno riferito con chiarezza: “Non ho più fiducia in questo Stato”, ha commentato Denise Vittone, sorella di Andrea. Per la famiglia originaria del Torinese, composta da Andrea Vittone, Claudia Possetti ed i due figli di lei, Camilla e Manuel, di 12 e 16 anni, saranno allestite delle esequie in forma privata. Anche la madre di Elisa Bozzo, 34enne di Busalla ha riferito: “Quelle cose pubbliche non mi piacciono”, e come la famiglia di Francesco Bello ha preferito realizzare una cerimonia più intima. Neanche i cari legati ad Alessandro Robotti ed a sua moglie Giovanna Bottaro, vittime del ponte genovese, hanno accettato il funerale di Stato e preferito una cerimonia nell’Alessandrino, dove i due coniugi abitavano. La coppia di giovani fidanzati che lavoravano nella ristorazione e stavano tornando dalle vacanze quando il ponte è crollato, invece, si dividerà ancora una volta perchè mentre i congiunti di Carlos Jesus Eraro Trujillo hanno scelto di dare l’ultimo addio al 27enne a Genova, le esequie di Stella Boccia torneranno ad Arezzo dove la cerimonia in suo ricordo si svolgerà con rito evangelico.

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Padre Mauro Brezzo, cappellano dell’ospedale San Martino di Genova, ha confessato riguardo la vicenda: “Sono pochi quelli che aderiscono ai funerali di Stato. Tanti non vogliono fare la passerella, e li capisco. Se invece di spendere i soldi per venire qui li avessero dati a questa povera gente, sarebbe stato meglio”.

Marta Colanera