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disastro genova
Alcune delle vittime disastro Genova (Facebook)

Disastro Genova, le famiglie di ben 17 vittime dicono no ai Funerali di Stato: alcune di loro usano toni molto polemici contro la politica.

Sta facendo emergere tutte le contraddizioni presenti nel nostro Paese la tragedia del crollo del Ponte Morandi: sono 38 le vittime finora accertate ma il bilancio è ancora purtroppo provvisorio. Previsti per sabato i funerali di Stato: parteciperà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e in concomitanza sarà lutto nazionale. Ma sarà una cerimonia contrassegnata dalle tante rinunce dei familiari delle vittime: a oggi solo 14 famiglie hanno detto sì alle pubbliche esequie, in 17 hanno scelto la forma privata, altre decisioni sono attese nelle prossime ore.

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Le polemiche delle famiglie contrarie ai Funerali di Stato

Così, dopo i botta e risposta tra leader politici, le accuse nei confronti di Autostrade per l’Italia, le polemiche per il mancato rinvio della prima giornata di Serie A, come si prospettava in un primo momento, ecco che arrivano le accuse dei parenti delle vittime, impietose e senza sconti. Nunzia, la mamma di uno dei ragazzi di Torre del Greco, attacca: “È lo Stato che ha causato questo, non si devono permettere di farsi vedere: la passerella di politici è stata vergognosa”.

Le fa eco Roberto Battiloro, il papà di Giovanni, anche lui di Torre del Greco: “Mio figlio non diventerà un numero nell’elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane, farò in modo che ci sia giustizia per lui e per gli altri: non dobbiamo dimenticare. Non vogliamo un funerale farsa, ma una cerimonia a casa, nella nostra chiesa a Torre del Greco. È un dolore privato, non servono le passerelle. Da oggi inizia la nostra guerra per la giustizia, per la verità: non deve accadere più”. Stessa indignazione e rabbia tra i parenti delle vittime di Pinerolo, come tra quelli di Elisa Bozzo, la 34enne della provincia di Genova morta sotto quelle macerie. Poi tante altre famiglie che hanno detto “no”, qualcuno in tono più polemico, altri meno alle esequie pubbliche davanti al presidente Mattarella.

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