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Ponte Morandi
(PIERO CRUCIATTI/AFP/Getty Images)

Una mamma genovese ha raccontato che lei e i suoi bambini si sono salvati dal crollo di Ponte Morandi per un ritardo dovuto ad una particolare “benedizione”.

La mamma di Genova che ha raccontato di essere arrivata all’imbocco di Ponte Morandi qualche istante dopo il suo crollo ha rivelato: “Siamo salvi grazie al fatto che mio figlio si è attardato a giocare alla PlayStation”. Michela Chiari, di 39 anni, infatti, è salva assieme ai suoi due figli, di 11 e 7 anni, per essere uscita di casa con qualche minuto in ritardo.

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Disastro di Genova: cosa ha salvato la mamma genovese ed i suoi due bambini

Michela Chiari, mamma genovese di 39 anni, è salva per essere arrivata con qualche minuto di ritardo su Ponte Morandi a causa della PlayStation dei figli. Michela, infatti, quel giorno avrebbe dovuto raggiungere il marito assieme ai figli che, però, la stavano facendo tardare all’appuntamento per giocare ai video games: “Siamo salvi grazie al fatto che mio figlio si è attardato a giocare alla PlayStation. Mio figlio perdeva tempo quella mattina. ‘Forza, andiamo che facciamo tardi’, ho detto. Il padre dei bambini ci aspettava a Cogoleto. Imbocco l’autostrada a Sampierdarena, un nubifragio. C’era poco traffico quella mattina: finita la galleria vedo un ragazzo e un uomo a piedi che si sbracciano per fermarmi. Subito ho pensato a un incidente. Ho chiesto che cosa stava succedendo. ‘Vada via, sta crollando tutto’, hanno gridato. Ho fatto in tempo a vedere un camioncino rosso che veniva in retromarcia e invece di svoltare a destra, d’istinto ho sterzato e mi sono diretta verso l’uscita di Bolzaneto. A ripensarci, poco prima avevo sentito un boato, ma avevo pensato al temporale”, ha raccontato Michela Chiari.

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La mamma genovese ha anche riferito cosa è successo dopo quando, abbracciata ai suoi figli, si è resa conto di quanto fosse stata futile la lite rispetto al grande amore che prova nei loro confronti: “In auto sono scoppiata a piangere e i miei figli si sono preoccupati. Ho capito che cosa era successo e ho immaginato che tutto il ponte poteva venire giù. Ho guardato i miei figli e ci siamo abbracciati. È da quando sono bambina che sento parlare di problemi di stabilità alle arcate di quel ponte. Dopo neanche mezz’ora eravamo a casa, vivi e salvi per miracolo. Anzi, per quella partita alla PlayStation che prima mi aveva fatto tanto arrabbiare e ora vedo come una benedizione”.

Marta Colanera