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disastro genova
(screenshot video)

Il  governo Conte ha da subito spinto per una revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. Questa decisione potrebbe costare all’Italia una penale miliardaria.

In una conferenza stampa tenuta ieri alla prefettura di Genova, il premier Conte ha annunciato che il governo ha intenzione di revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia e affidare nuovamente la manutenzione e la gestione dei tratti autostradali all’Anas. Una decisione ampiamente condivisa sia dai vice premier Salvini e Di Maio che dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Nel corso della conferenza stampa, il premier ha spiegato che: “Al di là delle verifiche penali, di quello che farà la magistratura con la sua inchiesta, noi non possiamo aspettare i tempi della giustizia”.

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La risposta di Autostrade per l’Italia: “Revoca possibile, ma c’è una penale miliardaria”

Autostrade per l’Italia è intervenuta sulla possibilità di revoca della concessione spiegando che questa è effettivamente prevista da contratto nel caso in cui si verifichi una grave inadempienza come la mancata manutenzione di un tratto (accusa mossa dal governo ma ancora non confermata da un’indagine) ma che questa, in ogni caso, prevede una penale miliardaria per lo stato italiano che corrisponde al profitto netto percepito dalla società ogni anno fino alla fine del contratto.

La concessione firmata dall’Anas in favore di Autostrade per l’Italia scade naturalmente nel 2042 e solo nel caso venisse dimostrata una “grave inadempienza” si potrebbe esercitare il diritto di revoca che prevede però il pagamento di un: “importo corrispondente al valore attuale netto dei ricavi della gestione, prevedibile dalla data del provvedimento di decadenza sino alla scadenza della concessione, al netto dei relativi oneri, investimenti e imposte nel medesimo periodo”. Considerando che il profitto netto del 2017 è stato intorno ai 968 milioni di euro, la penale da corrispondere sarebbe intorno ai 20 miliardi di euro.

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