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Nel disastro di Genova è stata distrutta un’intera famiglia: risiedevano nel Torinese e Pinerolo ha voluto ricordare i suoi cittadini scomparsi nel crollo.

Un’intera famiglia è stata spezzata dal crollo del Ponte Morandi, a Genova, quando transitando sul tratto dell’A10 questo si è sgretolato letteralmente sotto ai loro piedi. La famiglia era originaria di Pinerolo, comune in provincia di Torino, ed era transitata sul ponte per dirigersi verso la meta delle vacanze. Caso o destino crudele, comunque lo si voglia chiamare, la fatalità ha colpito in questa vicenda molti più viaggiatori di quanti il ponte fosse abituato a sopportare e, soprattutto, molti più turisti. Il tragico crollo di Ponte Morandi, infatti, è accaduto in un periodo di festa, di quelli in cui ci si sposta di casa per vivere una piccola pausa relax con la famiglia. Andrea Vittone, 49 anni e la sua compagna Claudia Possetti, 48 anni, erano partiti per qualche giorno di vacanza, approfittando delle festività, da passare assieme a Manuele e Camilla quando sono caduti dal ponte genovese.

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Un’intera famiglia distrutta nel disastro di Genova: il Comune di Pinerolo piange le sue vittime

La famiglia del Torinese, che si trovava su Ponte Morandi durante il crollo, stava transitando sullo stesso per raggiungere la meta estiva. Questione di pochi fatali attimi ma la vita di Andrea Vittone e Claudia Possetti, rispettivamente di 49 e 48 anni, e dei due figli di lei, Manuele e Camilla Bellasio, di 16 e 12 anni, è stata inghiottita dal crollo del ponte genovese. I loro corpi sono stati ritrovati sotto le macerie che avevano invaso il torrente Polcevera e, putroppo, per nessuno di loro vi è stata speranza. Il Comune di Pinerolo, in provincia di Torino, dove la famiglia risiedeva, ha voluto ricordare i suoi cittadini e piangerli assieme a tutto il resto della comunità del Torinese. Il messaggio del Comune è stato affidato ad un post di Facebook: “L’Amministrazione Comunale è attonita di fronte a tanta tragedia. Siamo vicini al dolore delle famiglie dei nostri concittadini deceduti a Genova. Stiamo ricevendo tanti messaggi da parte della cittadinanza a cui uniamo il nostro profondo sentimento di cordoglio. Moltissimi sono stati i messaggi di risposta al cordoglio espresso dall’Amministrazione del Comune torinese che, oltre alla rabbia e alla disperazione, sembrano riflettere su quanto, in fin dei conti, possiamo poco come esseri umani rispetto all’evolversi degli eventi.

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Tante cose non sono in nostro possesso o non sono sotto al nostro controllo di esseri umani ma, dopo qualche giorno dall’immane disastro, si alza sempre di più la testa alla ricerca di una verità che possa dare, se non un senso, almeno dei responsabili per questa immane tragedia.

Marta Colanera