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Ponte Morandi
(PIERO CRUCIATTI/AFP/Getty Images)

Il crollo del Ponte Morandi non è un unicum, sebbene vista l’entità rappresenta il caso più grave. Dal 2013 a oggi, si registrano 10 casi, il più recente quello del 6 agosto scorso, quando a seguito dell’esplosione di un’autocisterna di Gpl, è crollato il viadotto-ponte dell’autostrada del raccordo di Casalecchio A1-A14 e solo per puro caso il bilancio è stato di un solo morto. A fronte di questi disastri, diminuiscono gli investimenti in manutenzione.

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Non solo Ponte Morandi: i precedenti recenti

Lo scorso anno, tre episodi, il più grave il 9 marzo 2017 con il crollo del cavalcavia sull’A14 fra Loreto e Ancona che ha provocato due morti e due feriti. Un mese dopo, il 18 aprile 2017, crolla un viadotto della tangenziale di Fossano, in provincia di Cuneo, una struttura inaugurata nel 2000, per puro caso non ci sono vittime. L’anno si era aperto il 23 gennaio col crollo di un ponte in Calabria, il Fiumara Allaro, ancora fortunatamente senza vittime.

Il 28 ottobre 2016, invece, crolla il cavalcavia di Annone, in provincia di Lecco, che passa sopra la “Valassina”, a causa del passaggio di un tir da oltre 108 tonnellate. Sotto passa l’Audi di Claudio Bertini, 68 anni, che perde la vita. Nessun morto o ferito nemmeno per il crollo, il 10 aprile 2015, di un pilone del viadotto Himera sull’Autostrada A19 Palermo-Catania, a causa di una frana. A Natale 2014, cede il viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento, inaugurato 2 giorni prima. Sempre nel 2014, il 7 luglio, crolla un tratto del viadotto Petrulla, sulla strada statale 626 tra Ravanusa e Licata, in provincia di Agrigento: quattro feriti lievi.

Due incidenti nel 2013: il 18 novembre, crolla per un nubifragio un ponte sulla strada provinciale Oliena-Dorgali, in Sardegna. Un agente di polizia muore e tre suoi colleghi restano feriti. Un mese prime, il 22 ottobre 2013, a causa di un nubifragio, nella notte tra il crolla il ponte a Carasco, in Liguria, sul torrente Strula, muoiono in due.

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Il calo di investimenti nelle infrastrutture

Due anni fa circa, un’inchiesta condotta da Milena Gabanelli e Ferruccio Pinotti per il ‘Corriere della Sera’ denuncia come a fronte degli enormi ricavi delle società di gestione delle concessioni autostradali (7 miliardi di euro: l’83% dei ricavi arriva dai pedaggi), il valore degli investimenti complessivi è sceso del 23,9% e anche la spesa per le manutenzioni è calata del 7,5%.

Dopo l’incidente di ieri, Autostrade per l’Italia si era difesa: “Sulla struttura erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto ed era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi”. Il Governo Conte, con in testa i ministri Salvini e Toninelli, nelle ore successive al disastro, hanno fatto sapere che quanto accaduto avrà pesanti conseguenze anche per i vertici di Autostrade per l’Italia.

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