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Spiaggia di Riccione (iStock)

Spiagge libere in Italia: Legambiente lancia l’allarme, sono troppo poche e in zone dismesse.

Le spiagge libere in Italia quante sono? Un recente rapporto di Legambiente stima che oltre 60% delle Coste Italiane siano occupate da stabilimenti balneari. Molto bene, direte voi, c’è più spazio e più possibilità di scelta per andare al mare, ma nonostante questi 8 mila chilometri di Costa, trovare una spiaggia libera diventa veramente difficile in quanto gli stabilimenti balneari privati occupano una porzione di Costa esagerata. Così le spiagge libere, considerate di serie B, sono collocate in delle posizioni tremende come vicino a fiumi, fossi e fognature.

Le spiagge sono di tutti: il dossier di Legambiente

A dimostrarlo sono proprio i numeri che Legambiente ha raccolto nel dossier intitolato “Le spiagge sono di tutti”, un documento atto a denunciare la privatizzazione delle Spiagge Italiane visto che nella penisola le concessioni demaniali marittime sono in totale 52619 e, di queste, 27335 sono per uso turistico ricreativo. Si può così stimare che oltre 60% dei lidi in Italia sono occupati da stabilimenti balneari.

In alcune regioni la situazione delle spiagge libere è incredibile, ma in negativo. In Emilia Romagna, ad esempio, solo il 23% della costa è fruibile per le spiagge libere, mentre in Liguria ancora meno: il 14%. Tra i casi più particolari però spunta quello di Mondello dove ci sono pochissimi lidi liberi, stessa cosa a Santa Margherita Ligure dove le spiagge libere sono soltanto l’11%. Inoltre nel comune di Bacoli in Campania era previsto che il 20% della Costa dovesse essere adibito a spiaggia libera, ma stando al dossier di Legambiente a oggi non arriviamo neanche al 2%.

Così l’associazione richiede delle modifiche al quadro nazionale degli arenili italiani per la tutela e chiede che:

  • almeno il 60% delle spiagge sia libera
  • un premio per la qualità
  • una definizione di canone adeguati per la riqualificazione ambientale
  • una garanzia di controllo e legalità lungo tutta la costa

Il vice presidente nazionale di Legambiente Edoardo Zanchini ha così chiosato sottolineando come gli stabilimenti balneari che dal Tirreno all’Adriatico passando per lo Jonio costellano tutta la nostra penisola diventino troppi è reale, visto anche l’aumento del numero delle concessioni e canoni bassissimi. Il rischio quindi, sempre a detta di Zanchini, è che si continui in una corsa ad occupare ogni metro di spiagge italiana possibile, rendendo così tutto il nostro mare privato.