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Aggredita in pieno centro a Torino. Una vigilessa è stata colpita in viso da un uomo che ha poi prontamente arrestato

Una vigilessa è stata aggredita in via Roma a Torino, in pieno centro. La donna è finita in ospedale con il viso tumefatto perché colpita con un pugno in faccia da un uomo, un italiano di 47 anni, che aveva abbandonato un trolley in mezzo al marciapiede. La vigilessa, insieme ad una collega, erano sul posto perché chiamate dalla commessa di un negozio che aveva notato l’uomo con il trolley aggirarsi con fare sospetto. Una volta chiesi i documenti all’uomo, ha prima scagliato la valigia addosso alle due vigilesse e poi ha colpito una delle due al volto. L’uomo è stato bloccato e portato al comando di via Bologna, poi al pronto soccorso del Giovanni Bosco. L’agente ferita, invece, è stata soccorsa dai passanti e poi trasportata in ambulanza all’ospedale Mauriziano. Roberta, questo il nome della vigilessa, è arrivata in codice giallo, poi diventato verde. Queste le sue parole poco dopo il ricovero: “In quel momento non so cosa sia avvenuto. Non ricordo dove mi abbia colpita prima. Non ho visto nulla. Mi sembra di avere il vuoto. Solo alla fine ho sentito qualcosa, penso fosse l’ultimo pugno. Quello per cui sono qui, ridotta così”. Tre passanti sono intervenuti riuscendo a immobilizzare l’uomo, sono poi arrivate sette pattuglie della municipale e un’ambulanza.

“Ho temuto di dover sparare”, le parole della vigilessa

“Era talmente violento che c’è stato un attimo in cui ho temuto di dover sparare perché era l’unico modo per bloccarlo. Poi sono arrivati in due, tre passanti. E sono stati fondamentali. In tre lo abbiamo bloccato. Uno dei due era più grosso di lui. A volte il destino aiuta. Siamo abituati a sentirci sempre insultare, ma questa volta non è andata così ed è stato bello rendersene conto. Ho trovato la forza per rialzarmi, per girarlo e metterlo a terra. L’ho ammanettato io, l’arresto l’ho fatto io”. La donna poi parla dell’aggressore: “Non so chi sia, ma mi è parso, più che un matto, un violento. Anzi, sicuramente un violento, uno di quelli che lo è con le donne. Io e la collega siamo intervenute perché stava infastidendo due ragazze e quando ha visto me e la collega ha infierito senza motivo”. E il coraggio di trovare la forza di reagire? Roberta risponde con tranquillità: “È mestiere, siamo addestrate per questo. Mi creda, è soltanto esperienza”.