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L’Argentina ha bocciato la legalizzazione dell’aborto. La proposta è stata respinta da 38 deputati contro 31

Giorno storico per l’Argentina che ha bocciato la legalizzazione dell’aborto. La proposta è stata respinta da 38 deputati contro 31 preferendo salvare “entrambe le vite” -secondo lo slogan dei pro-life argentini- quella della madre e quella del figlio. Già dai sondaggi le donne argentine si erano schierate contro l’aborto, grande spinta è stata data anche dal no della Conferenza episcopale, guidata da vescovi vicini all’argentino Papa Bergoglio e da lui scelti personalmente. È il secondo no in poco tempo alla legge per l’aborto, infatti prima dell’Argentina anche El Salvador ha respinto la possibilità di interruzione della gravidanza. Migliaia i manifestanti in festa che hanno caratterizzato la campagna con il colore azzurro per contrapporsi al verde del pro aborto.

Legge sull’aborto, l’attenzione dei media e il discorso di Contigiani

Massima attenzione da parte della Chiesa e dei media vicini al Vaticano come l’Osservatore Romano e Vatican News. In particolare è stata sottolineata la mobilitazione in difesa della vita e a “favore degli scartati”. I vescovi hanno organizzato marce, celebrazioni e chiesto intercessioni alla Vergine di Luján, patrona del popolo argentino, hanno animato cattolici, protestanti e non cattolici con le tante citazioni di Francesco sull’aborto come dramma, “non come diritto” (dall’esortazione apostolica Gaudete et exsultate). Sia perché i pastori più attivi sono stati mons. Víctor Manuel Fernández, arcivescovo di La Plata e collaboratore personale di Papa Bergoglio, e il card. Mario Poli, arcivescovo di Buenos Aires, che ha tenuto uniti i deputati contro l’aborto. Poli è stato scelto da Francesco come suo successore nell’arcidiocesi della capitale argentina, dove ieri sera ha celebrato una partecipatissima messa “per la vita”. Il deputato Luis Gustavo Contigiani del Frente Progresista Cívico y Social ha dato vita al discorso che verrà maggiormente ricordato. Da socialista convinto ha affermato: “non c’è un atto più rivoluzionario che difendere la vita e la giustizia sociale per la patria. Non posso dissociare la mia lotta per la giustizia sociale, per lo sviluppo del nostro paese, per l’uguaglianza delle opportunità. Non posso dissociare questo alla lotta per ciò che si trova nel ventre di una madre, che ha lo stesso diritto di vivere della madre da cui è nato. Siamo tutti giustizieri nel campo dell’economia, sono il primo che difende il lavoro, che difende i poveri, però nel campo della vita siamo privatisti, ci doniamo al mercato, non c’è più interesse pubblico, nessuno che difende nessuno. Io pretendo di essere coerente, signor presidente!”.