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Lorenzo, 15 anni, il cuore si ferma per un'ora e mezza, poi accade qualcosa di incredibile
(Websource)

Il cuore di Lorenzo, 15 anni, si è fermato per un’ora e mezza mentre era in classe per un infarto. Quando tutti pensavano che non si sarebbe ripreso, un bip ha segnalato che il cuore aveva ripreso a battere.

E’ il 16 ottobre 2017 quando il cuore di Lorenzo smette di battere per un infarto. Il ragazzo di 15 anni si accascia a terra di fronte allo sguardo sbigottito dei compagni di classe, qualcuno prova a soccorrerlo con un massaggio cardiaco, viene chiamata l’ambulanza, ma nulla da fare: nemmeno le successive scariche con il defibrillatore servono a fare riprendere il suo battito. Sgomento, disperazione e paura ingombrano la testa dei presenti e della mamma di Lorenzo, l’adolescente viene portato nel reparto di rianimazione i suoi organi vengono irrorati di sangue con un particolare macchinario, ma già tutti sono convinti che per quel giovane non ci sia più nulla da fare.

Il cuore di Lorenzo riprende a battere dopo 90 minuti

Mentre tutti disperano, ecco che un suono di speranza irrompe nella sala scuotendo il silenzio rassegnato, è il bip del macchinario che rileva il battito cardiaco. Ad un primo battito ne segue un’altro ed un altro ancora, Lorenzo è di nuovo vivo. Le successive analisi mostrano che l’infarto è stato causato da un problema congenito alle coronarie e che il ragazzo ha bisogno di un intervento. Per operarlo giunge un medico specializzato in chirurgia pediatrica, l’intervento riesce alla perfezione, ma Lorenzo rimane in rianimazione fino al 12 dicembre (dopo 57 giorni), giorno in cui comincia quella che possiamo considerare la sua seconda vita.

Adesso il ragazzo si è ripreso quasi del tutto, riesce a camminare da solo ed è potuto tornare a casa in aprile. intervistato sull’accaduto dal ‘Corriere della Sera’, Lorenzo si è detto felice di questa seconda opportunità: “Ho sempre creduto che mi sarei ripreso. Però ho pianto quando ho dovuto mangiare pastasciutta frullata dopo aver tolto il sondino. L’alternativa era rimetterlo. No, meglio il frullato. Ora sorrido, rido e mi sento felice”.