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La schermitrice paralimpica Bebe Vio nel mirino dei no vax

Il popolo del web anti-vaccini insorge contro Bebe Vio: la schermitrice paralimpica aspramente criticata per la sua presa di posizione pro-vax.

È polemica su Bebe Vio e sulla sua scelta di schierarsi apertamente per il si ai vaccini da sottoporre ai bambini. La schermitrice paralimpica, campionessa di specialità, è apparsa l’anno scorso sulla copertina del noto magazine ‘Rolling Stones’ e l’immagine della stessa è stata rispolverata in questi giorni. Ma tanti detrattori di Bebe Vio la accusano soltanto di aver sfruttato la propria condizione di disabilità per ottenere visibilità e consensi. C’è chi ha scritto sui social: “Lei è l’unica disabile per cui non provo minimamente rispetto”, ed anche “Gente che per un pò di potere e lauti compensi si vende l’anima e la dignità”.

Bebe Vio, i no vax insorgono: “Vuole solo consensi”

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La copertina ‘incriminata’ di ‘Rolling Stone’ con protagonista Bebe Vio

In pratica in molti accusano Bebe Vio di aver prestato il proprio volto da ragazza apparentemente indifesa per manipolare l’opinione pubblica e sembrare più credibile. “Facciamo attenzione tanto ai lupi quanto alle pecore, manipolate più o meno consapevolmente. Il rischio è di recepire delle verità distorte e strumentalizzate”, è uno degli attacchi a Bebe Vio. Ma il papà Ruggero, su ‘Il Gazzettino Veneto’, risponde. “Quella copertina di ‘Rolling Stone’ è vecchia, mia figlia ha espresso una opinione da rispettare perché siamo in democrazia e l’ha fatto a suo tempo. Adesso non vuole più parlare della cosa”.

Nel 2016 la presa di posizione pro-vaccini

Anche nel 2016 l’atleta si schierò per il si ai vaccini nell’ambito di una campagna globale che si avvaleva anche delle fotografie della celebre Anne Geddes. Lei stesso ha affermato di aver conosciuto dei ricercatori dell’Università di Siena, i quali hanno messo a punto un vaccino per contrastare la meningite. Ovvero la malattia che ha causato le sue deformazioni e mutilazioni. “Ai tuttologi del web consiglio di andare a parlare con queste persone e di informarsi. Così magari una buona volta la smetteranno di sparare opinioni e sentenze a caso. Bisogna che ci sia consapevolezza che studio ed impegno per questa causa portano solo al bene”.